lunedì 29 novembre 2010

scena penultima

Ecco un simpatico articolo di Giacomo Papi. In questo Paese che berlusconi ha mandato a puttane (in senso anche letterale del termine) non si sa se ridere o se piangere. I file di Wikileaks per noi non sono certo novità, casomai è interessante, come indagine sociologica, spulciare tra i blog per scovare ancora dei difensori della "privacy" del patetico vecchietto. (vedi ad esempio sul corriere della sera )
Forse la cosa che più gli farebbe male sarebbe che qualcuno gli dicesse: "guardi che io non sono un suo sudddito, ma solo un cittadino che ha un lavoro, uno stipendio, una casa, un pò di persone che lo amano  e non per i soldi e che non sono obbligate a ridere a barzellette sceme ricavate dai librettini che si trovano negli autogrill. E non la invidio proprio, si convinca che lei non è immortale, anzi......Io sono felice, e lei?"

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AttoX,
scena penultima
Tuono. Entrano le tre streghe. Prima strega: Tre volte il gatto striato ha miagolato.
Seconda strega: Tre volte, e una volta s'è lamentato il rìccio. Terza strega: Grida l'arpia: «E ora!». Entra Silvio Berlusconì. Silvio Berlusconi: In my country I ha-ve some difficulties in thìs mornent. Tutte le streghe: Vieni, alto o basso, mostra con coraggio te stesso e il tuo potere.


Entrano Roberto Maroni, Vittorio Feltri e il pm Annamaria Fiorino. Roberto Maroni: Riferisce il capo di gabinetto della questura che, nel corso della telefonata, il presidente Berlusconi chiedeva informazioni in merito all'accompagnamento presso la questura di una ragazza di origine nordafricana, che gli sarebbe in precedenza stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak.
Annamaria Fiorillo: lo non me la sono bevuta. Ho risposto.- e allora io sono Nefertitì. la regina del Nilo. Vittorio Feltri: Tutto iniziò da quella lettera...
Appaiono alcuni fantasmi femminili. Veronica Lario: Non posso stare con un uomo che frequenta minorenni... Vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica. Silvio Berlusconi: La signora si è fatta ingannare dai giornali della sinistra. Mi spiace.
Noemi Letizia: Luci spente, sì apre la porta, eccolo, vedo papi, il mio secondo papi. Ora sogno di fare la show girl. Ruby Rubacuori: II mio sogno e fare il carabiniere, non il mondo dello spettacolo,
Silvio Berlusconi: Da sempre io conduco un'attività ininterrotta di lavoro e se qualche volta mi succede di guardare in faccia una bella ragazza, meglio essere appassionati delle belle ragazze che gay.
Mara Carfagna: Sarebbe opportuno che ciascuno di noi si astenesse dal fare battute.
Entrano Giuliano Ferrara, Emesto Galli Della Loggia e La Padania (inteso come quotidiano) seguiti dagli onorevoli Italo Bocchino e Mario Baccini Silvio Berlusconi: In my country I have some difficulties in this moment. Giuliano Ferrara: Fanno male i video con i pedinamenti dì Lele Mora che va a una festa ad Arcore accompagnato da belle ragazze. Fanno male non perché abbiano un qualche significato morale, ma perche dimostrano che il Cav., non si sa come, non si sa bene perché, è diventato un uomo di Stato che non conta, che può essere messo alla berlina da gente che lo spia, che può essere tirato m ballo in storie urca-scandalistiche da una escort spaccia-trice già confidente dei carabinieri. Vittorio Feltri: Se io mi devo fare una scopata, lo faccio per me. Non ho bisogno della claque.
Italo Bocchino: Per lui Palazzo Chigi è stato costruito per lasciarlo a Pier Silvio e Marma.
Ernesto Galli Della Loggia: Le serate di Arcore e di Palazzo Grazioli sono l'immagine dì una solitudine esistenziale disperata e agghiacciante, anche se nascosta dai fasti dì una miliardaria satrapìa. Oggi ci è chiaro: era un moderno Macbeth assediato dalla foresta dì Bìrnam sempre più vicina, quello che si rinserrava ogni sera nelle mille stanze dei suoi mille castelli in compagnia di docili comparse. Ma non aveva mai voglia quest'uomo - ci chiediamo noi uomini normali - di scambiare quattro chiacchiere con un amico vero, con una persona normale? La Padania: Se Silvio non sì muove, la valanga scende.
Giuliano Ferrara: «Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie», Mario Baccini: Dopo il Cavaliere verranno altri poteri. Nessuno tra quelli che lo hanno appoggiato o avversato gli sopravvìverà.
*** Eccezione fatta per le streghe (Macbeth IV. i), il resto è estratto dalle cronache recenti.

di: Giacomo Papi, Repubblica delle donne, 27 novembre 2010