Sempre da "La repubblica delle donne", interessante questa iniziativa...vedi soprattutto in coda la sintesi "cosa vuole il NIL28?"
giorgio gregori
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La città siamo noi
LAB CREATIVI/2 Hanno messo la loro competenza al servizio del quartiere milanese dove abitano. Intorno a via Tertulliano molti si stanno impegnando per la qualità nella vita. E per provare a realizzare sogni: low cost e sostenibili
di Laura Traldi
Perché noi no? Chi, al ritorno da un viaggio
a Berlino, Parigi, Londra o Copenhagen, non si è fatto questa domanda,
ripiombando nella propria realtà urbana? Difficile non porsela, dopo
aver vissuto il quotidiano di metropoli europee che sembrano più
rispettose, servite, ecologiche e multi-culturali delle nostre. Forse
siamo vittime di un'esterofilia dilagante (a volte un po' trasognata e
ingenua), o forse siamo davvero stufi di vivere in città sempre meno a
misura d'uomo, dove fioriscono nuovi landmark (o aspiranti tali) ma
mancano spazi dove vivere bene tutti e insieme, da buoni vicini. Queste e
altre considerazioni venivano messe sul tavolo, lo scorso marzo, da
alcuni cittadini del quartiere di Milano che si estende tra viale Umbria
e viale Molise, a sud della città. Tecnicamente la Zona 4, anche se a
loro questa denominazione amministrativa va decisamente stretta.
"Preferiamo parlare di NIL, Nuclei di Identità Locale. Si tratta di una
suddivisione della città in aree culturalmente e storicamente vicine",
spiega Andrea Boschetti, architetto e urbanista, che su questo tema la
sa lunghissima. Il suo studio Metrogramma ha infatti partecipato alla
stesura del più recente Pgt, piano di governo del territorio. "Non si
tratta di tecnicismi ma di un approccio diverso alla città, che sposta
l'attenzione dalla burocrazia alla storia dei territori e alle loro
aspirazioni. Noi siamo il NIL28", precisa Boschetti. A Milano ci sono 88
NIL. Ma la maggior parte della gente non sa neanche cosa siano. Allora
come mai al NIL28 si è compreso a tal punto il significato di questo
acronimo da organizzarsi in un'Associazione a suo sostegno e sviluppo?
Semplice. I fondatori dell'Associazione Culturale Distretto Creativo
NIL28, che conta circa 30 membri, hanno tre cose in comune: il cap
postale di casa e/o lavoro, la creatività come motore trainante della
loro professione e una gran voglia di cambiare le cose mettendosi in
gioco in prima persona. Anche se non ha una carica ufficiale, Andrea
Boschetti è una delle anime dell'Associazione. È stato lui, insieme allo
stylist Sergio Colantuoni, agli architetti DotDotDot, agli artigiani
Controprogetto e ai designer A/R Studio, a fondarla, dando alla domanda
da cui siamo partiti, "perché noi no?", una risposta a metà tra il mea
culpa e il programma di azione. Quasi nessuno ha mai voglia di
impegnarsi per migliorare le cose. "Allora abbiamo deciso di farlo noi",
conclude Boschetti. L'ambizione consisteva in un'appropriazione
fisico-sentimentale dello spazio. La città è di chi la vive, nel bene e
nel male. Tanto vale provare a viverla al meglio, con i propri vicini.
"Da qui la voglia di trasformare il quartiere in un laboratorio urbano
sostenibile, ascoltando le necessità di chi lo abita, riflettendo su
come affrontarle, proponendo soluzioni realiste". Sembra il manifesto di
un'utopia alla moda. E invece no. Esempi analoghi si stanno diffondendo
su tutto il territorio. "In Italia le iniziative di aggregazioni
territoriali, ispirate a una maggiore coesione sociale, sono più
numerose di quanto si pensi", dice Andrea Di Stefano, giornalista e
direttore del periodico di finanza etica Valori (valori.it). "Penso, per
quanto riguarda Milano, a realtà di accoglienza come La Cordata
(lacordata.it), o dedicate alla rivalutazione della cultura contadina
come la Cascina Cuccagna (cuccagna.org). In altre città ci si organizza
per uno sviluppo del territorio fondato sulla giustizia sociale ed
economica: lo fanno (solo per citarne due) il Consorzio Sociale Goel a
Locri, in Calabria (goel.coop), e l'associazione Addio Pizzo di Palermo
(addiopizzo.org). In Italia, quando i cittadini sentono l'esigenza
concreta di riassestare il proprio microcosmo, si rimboccano le
maniche". Ma funziona? "Assolutamente sì", assicura Di Stefano. Ne è
convinto anche Leopoldo Freyre, presidente del Consiglio nazionale degli
architetti e acceso sostenitore del NIL28: "Purtroppo oggi i cittadini
vivono la casa come una fortezza e la strada come un territorio
estraneo. Servono opere di sensibilizzazione perché le aree pubbliche di
quartiere non siano più percepite come zone indistinte, ma spazi urbani
che ci appartengono e di cui si ha voglia di prendersi cura. Il futuro
delle città non si fa cementificando ancora, ma riutilizzando in modo
intelligente quanto esiste già, coinvolgendo i cittadini". Per poi
puntare più in alto: "La spinta dal basso purtroppo genera una geografia
dell'impegno a macchia di leopardo", continua Di Stefano. "Può sembrare
che non si faccia nulla, quando in realtà molte iniziative sono
assolutamente avanguardistiche, anche se paragonate a contesti europei. È
la conseguenza della mancanza di una regia illuminata". Che è quello a
cui puntano al NIL28. "Siamo partiti in piccolo, con progetti a basso
costo ma ad alto impatto agli occhi degli abitanti del quartiere: una
seduta collettiva lungo la strada, due mostre e un gioco interattivo",
dice Colantuoni. "Ma puntiamo all'applicazione del modello in tutta la
città: non vogliamo dipendere dal Comune aspettando fondi ma essere un
tassello che l'amministrazione può usare per uno sviluppo ostenibile.
Siamo già in contatto diretto con altri NIL per creare sinergia". I
sogni del NIL28 sono descritti in un documento dal nome ambizioso NIL28 x
Expo2015 e oltre. "All'Expo vogliamo arrivare con un quartiere modello,
dove non si è costruito nulla ma si è riutilizzato in modo intelligente
quanto già esiste. Dove gli spazi di mezzo, da non-luoghi, si siano
trasformati in una versione laica e contemporanea di quello che, per
secoli, è stato il sagrato della chiesa", spiega Boschetti. Si va (vedi
box qui a fianco) da una migliore illuminazione alla trasformazione di
una piazza; dalla decorazione di edifici semiabbandonati al
potenziamento degli orti di quartiere; dallo sportello di consulenze eco
ai workshop che insegnano come riparare biciclette, rimettere a nuovo
mobili, recuperare e riutilizzare quanto si pensava non servisse più. Ma
anche spazi coperti e sicuri dove far giocare i bambini, punti vendita
di prodotti a km zero e la riapertura del cinema Maestoso, chiuso 6 anni
fa e ancora rimpianto. "Così vogliono i cittadini", aggiungono gli A/R
Studio, che hanno raccolto i desideri di tutti attraverso il gioco
partecipativo del Se Fosse. È chiaro che, per realizzare tanti progetti,
saranno necessari dei finanziamenti. "In un mondo perfetto verrebbero
dalle istituzioni", dice Ivan Camera di NIL28, sostenitore di uno
sportello per le consulenze eco energetiche a uso del quartiere. "Penso a
sponsorizzazioni di privati. Ma prima dobbiamo ottenere il completo
appoggio della popolazione". Con i social network? "Sono strumenti
importanti, abbiamo una pagina Facebook. Ma sono solo strumenti:
cerchiamo la chiacchierata di persona, non la chat", dice Sergio
Colantuoni. "Per questo la nostra prima mossa è stata trasformare via
Tertulliano in un salotto". Non scherza. Alla "seduta di quartiere" che
ha sancito la nascita dell'Associazione, lo scorso aprile, "ognuno
doveva portarsi una sedia, per accomodarsi e godersi gli spettacoli di
danza e teatro che gli artisti locali hanno prodotto". E il necessario
per allestire (con qualcosa che parlasse di sé) un tavolo di 130 metri
(realizzato dagli artigiani Controprogetto). Il risultato è stato un
bagno di folla: "Bello che, proprio durante la settimana del Salone del
Mobile, quando la differenza tra centro e periferie si sente ancora più
nettamente, ci fosse qualcosa di diverso da fare proprio sotto casa". Da
allora, altre iniziative - due mostre con i ritratti degli abitanti del
NIL28 realizzate da fotografi locali - sono andate in porto. Ora si
pensa al Natale, in chiave low cost, ovviamente: la lotteria con premi
fai-da-te (dal pomeriggio di lezioni di styling, moda e arredamento
tenuti da Sergio Colantuoni, a un'opera dei Controprogetto), l'albero
addobbato a led (gentilmente forniti da un'azienda con cui lavora
Metrogramma), la scultura partecipata sulla quale ciascuno mette
qualcosa di suo, per trasformarla in un monumento di quartiere. E mentre
i nostri decidono, qualcuno si è accorto del potenziale che si annidia
nei NIL: il 24 ottobre il comune di Milano ha annunciato la nascita
della piattaforma interattiva FuoriExpo.org, dove "mettere insieme
progetti e idee che ci aiutano ad avvicinarci a Expo, per raccogliere le
energie che, se non disperse, saranno vitali per vincere la sfida del
2015". Interessanti le parole di Daniela Benelli, assessore Area
metropolitana, Decentramento, Servizi civici, al momento del lancio
della piattaforma: "Se riusciremo a connettere la cultura dei NIL con un
progetto di Fuori Expo che comunichi la ricchezza multi culturale di
Milano, avremo fatto bingo".
Cosa vuole il NIL28?
Cosa vuole il NIL28?
- PIAZZA E MERCATO Trasformazione del mercato
rionale in un salotto (con caffè e una biblioteca).
- SPORTELLO ECO
Offerta di consulenze personalizzate su come trasformare la propria
abitazione in uno spazio sostenibile.
- ILLUMINAZIONE Perché si faccia
luce meglio, dove e quando serve, riducendo l'inquinamento luminoso e i
consumi.
- SCUOLA DI RICICLO Workshop per bambini e adulti su come
riparare o riutilizzare di tutto (dalle biciclette alle cose di casa).
- ORTI Potenziamento dei già esistenti spazi verdi locali, attualmente
affidati ai pensionati: perché tutti abbiano la possibilità di produrre
lavorando la terra.
- TOTEM DI QUARTIERE Una mini architettura e un
sito internet per la creazione di un canale partecipativo cui tutti
possono accedere.
- AUDIO-VISIVO Un dvd con 30 pillole ecologiche per
insegnare ai bambini delle scuole come ottimizzare l'energia,
risparmiando e divertendosi.
- POLIPALI Trasformazione dei pali dei
marciapiedi in elementi per mini servizi (legare le bicilette, affiggere
annunci, posizionare cestini o luci).
- DECORAZIONE Interventi
artistici sulle facciate cieche di alcuni edifici.
- VERDE DIFFUSO
Piantumazione di marciapiedi e piazzette, e idee su come prendersene
cura collettivamente.