martedì 23 agosto 2011

postato sul sito del PD (pensioni)

Oggi ho lasciato questo commento, relativo alle proposte del PD alla manovra economica
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Bersani: "....Abbiamo sempre detto che per noi la messa a regime del sistema consiste nell'individuare una fascia di anni nella quale ci sia flessibilità di uscita in ragione di meccanismi di convenienza."
Concordo. A mio parere bisogna smettere con questa agonia del lavoratore, che si vede allungare l'età dell'uscita dal lavoro, senza che nessuno investa su di lui mentre aspetta di andarsene. Oltre che disumano, è pure anche improduttivo per le aziende. Forse è il caso di dirci una volta per tutte che la riforma vera delle pensioni, quella definitiva, è il passaggio al contributivo per tutti. Ne accennava anche Eugenio Scalfari domenica scorsa. Il che significa che, a parte l'esigua minoranza degli ultimi che potranno andare in pensione con il retributivo puro nel giro di 3-4 anni, per il resto sarebbe ora di far passare tutti gli altri a contributivo, ovviamente riconteggiando per quelli a sistema misto i contributi del loro eventuale periodo retributivo (ante 1994, mi sembra) ma però con un dettaglio non da poco: dare la possibilità di andare in pensione a partire dai 60 anni .
Cosa significa questo? Dato che il contributivo è una "torta" di contributi, della quale prima vai in pensione più le "fette" (cioè la pensione mensile) sono più piccole, ognuno si farà i conti in tasca: ci sarà chi non potrà farlo perchè ha ancora debiti, carichi di famiglia o altro; ci sarà chi invece vuole godersi la vita, magari rinunciando a qualcosa, che so, coltivando le verdure nell'orto invece di comperarle al supermercato. Magari ci saranno aziende disposte anche a dare buonuscite, pur di convincere ad andare in pensione il prima possibile. Ma con il contributivo, queste buonuscite saranno a carico delle aziende, non dell'inps....! L'età del pensionamento, a questo punto, non sarà più un problema e 60 anni permettono di godersi la pensione ancora in salute. Qualcuno obietterà che  poi chi va in pensione  si darà al doppio lavoro in nero. Ma chi volesse fare doppi lavori, li farebbe comunque, anno più anno meno! Io ho aderito ad un accordo sindacale che mi ha permesso di stare a casa cinque anni prima dei miei 40 anni di contributi, con il costo a carico dell'azienda e a fronte di assunzione di giovani che costano ovviamnete molto meno di me. Non mi sogno minimamente di fare secondi lavori e da settembre mi darò al volontariato.