giovedì 17 ottobre 2013
Elogio della babbuccia
Qualcuno dirà: adesso che ha compiuto i 60, questo ci fa l'elogio della babbuccia, del brodino, della borsa dell'acqua calda, della berrettina e del plaid!
Verissimo: tutte queste cose, che fanno tanto "pensionato", hanno però un fattore comune: sono grandi fonti di risparmio energetico, a costo bassissimo.
Ovviamente quanto segue non interessa quella beata gioventù che in casa indossa gli anfibi anche stando a letto, ha i capelli come Caparezza, adora i big burger con le patatine e il ketchup, sta col pancino nudo anche d'inverno e ha il riscaldamento pagato dal papà.
Premetto che entrando in casa cambio sempre le scarpe con delle ciabatte, in modo da lasciare all'ingresso lo sporco più o meno immondo che si annida sotto le suole.
In questi giorni di ottobre, comincia a fare un pò fresco, in particolare stando in casa. E allora si è tentati di accendere il riscaldamento.
La soluzione ecologica è provare ad indossare un paio di babbucce invece delle ciabatte. Provare per credere, la sensazione di freddo sparisce, come guadagnare due o tre gradi di temperatura. Ovviamente devono essere babbucce belle, tipo quelle tirolesi, che costano 25-30 euro, ma durano molte stagioni e si ripagano alla grande.
venerdì 11 ottobre 2013
Io, Malala, chiedo ai potenti
Io, Malala, chiedo ai potenti: mandate penne, non fucili solo così finiranno le guerre
MALALA YOUSAFZAI
Vengo da un posto paradisiaco chiamato Swat, nel Nord del Pakistan. Tre anni fa, Swat era nel mirino dei terroristi. Nel gennaio del 2009 i terroristi massacravano due o tre persone innocenti ogni sera. Toglievano alle donne il diritto alla libertà e all'uguaglianza. Facevano saltare in aria le scuole, più di quattrocento. Ci strappavano di mano le penne, e noi dovevamo nascondere i libri sotto la camicia, fare finta che non studiavamo. I cosiddetti Talebani avevano paura della forza delle donne, avevano paura della forza dell'istruzione.
MALALA YOUSAFZAI
Vengo da un posto paradisiaco chiamato Swat, nel Nord del Pakistan. Tre anni fa, Swat era nel mirino dei terroristi. Nel gennaio del 2009 i terroristi massacravano due o tre persone innocenti ogni sera. Toglievano alle donne il diritto alla libertà e all'uguaglianza. Facevano saltare in aria le scuole, più di quattrocento. Ci strappavano di mano le penne, e noi dovevamo nascondere i libri sotto la camicia, fare finta che non studiavamo. I cosiddetti Talebani avevano paura della forza delle donne, avevano paura della forza dell'istruzione.
martedì 8 ottobre 2013
Yurij Norstein - il maestro uscito dall'Urss
Domenica 6 ottobre, grazie a un bell'articolo apparso sul supplemento del corriere "la lettura", ho scoperto un grande disegnatore di cartoon: Yurij Norstein. Basta guardare gli occhi del lupo "cattivo" nella "favola delle favole"....per accorgersi della sua poesia.
L'artista Yurij Norstein nasce ad Andreìevka (Russia) nel 1941. Dopo aver frequentato il corso di animazione presso la Soyuzmultifilm, lavora come animatore per quasi 50 film, affinando la tecnica del decoupage, frammenti di carte ritagliate che ripresi ad uno per quadro determinano il movimento di personaggi e fondali. Nel 1967 conosce Francesca Yarbusova, disegnatrice e animatrice che oltre a diventare sua moglie lo affiancherà nei numerosi progetti. Sono degli anni Settanta i film «La volpe e la lepre», «L'airone e la gru», «Il riccio nella nebbia». Del 1979 è «La favola delle favole» .
Nel 2014 la Bompiani pubblicherà, a cura di Elena Kostioukovitch, due libri di Norstein: «Il riccio nella nebbia» e «La favola delle favole».
su youtube si trovano vari spezzoni, ma il meglio è trovarli in alta definizione in DVD
La favola delle favole
Seasons
Il riccio nella nebbia
L'artista Yurij Norstein nasce ad Andreìevka (Russia) nel 1941. Dopo aver frequentato il corso di animazione presso la Soyuzmultifilm, lavora come animatore per quasi 50 film, affinando la tecnica del decoupage, frammenti di carte ritagliate che ripresi ad uno per quadro determinano il movimento di personaggi e fondali. Nel 1967 conosce Francesca Yarbusova, disegnatrice e animatrice che oltre a diventare sua moglie lo affiancherà nei numerosi progetti. Sono degli anni Settanta i film «La volpe e la lepre», «L'airone e la gru», «Il riccio nella nebbia». Del 1979 è «La favola delle favole» .
Nel 2014 la Bompiani pubblicherà, a cura di Elena Kostioukovitch, due libri di Norstein: «Il riccio nella nebbia» e «La favola delle favole».
su youtube si trovano vari spezzoni, ma il meglio è trovarli in alta definizione in DVD
La favola delle favole
Seasons
Il riccio nella nebbia
mercoledì 25 settembre 2013
autocertificazione per musica dal vivo
Qualche
minuto fa, il Senato ha approvato il Decreto valore Cultura presentato
del Ministro Bray, Un decreto che comprende la norma che introduce una
semplice autocertificazione da consegnare in Comune, al calvario di
licenze e autorizzazioni oggi necessari per organizzare un concerto con
meno di 200 spettatori entro le 24.
Il Decreto deve essere approvato dalla Camera entro l'8 ottobre.
Da quel giorno in
Italia sarà più facile produrre, suonare, ospitare ed ascoltare musica
dal vivo. Una linfa vitale che dà lavoro e diffonde cultura a migliaia
di cittadine e cittadini italiani.
È un primo importante passo per rendere più libera la musica dal vivo.
Ringrazio voi, ovvero i 36mila firmatari che hanno sostenuto la petizione al Ministro Bray il quale nel Giugno scorso ha lanciato la proposta dell'autocertificazione.
Ringrazio tutti i media che hanno sostenuto la nostra campagna.
Ringrazio il Ministro che ha subito risposto alla petizione e seguito con attenzione l'iter dell'emendamento.
Ringrazio
i numerosi senatori e i deputati che hanno costruito le condizioni per
questo voto - a cominciare dal Presidente della Commissione Cultura del
Senato Andrea Marcucci e dai deputati Rampi, Bonomo e Costantino.
Ringrazio
le associazioni come l'Arci, Assomusica, Mei, Anci e le amministrazioni
comunali come Udine e Portogruaro che hanno sostenuto con forza questa
battaglia.
Da
domani la sfida per moltiplicare le occasioni di musica dal vivo - nel
rispetto di tutti: musicisti, utenti, residenti- prosegue. Prosegue su
altri temi cruciali per la musica dal vivo, come quello delle tariffe
per il diritto d'autore (a partire da un Ordine del Giorno approvato dal
Senato che impegna il Governo), della semplificazione delle procedure
di autorizzazione per i grandi eventi musicali, della richiesta di un
nuovo statuto giuridico per i lavoratori del pubblico spettacolo.
La
sfida è quella di redigere una “Carta della Musica dal vivo” da
condividere con i protagonisti della scena musicale italiana e da usare
come manifesto per agire con efficacia su singoli aspetti della filiera
della musica e sulle norme che la regolano.
Ma permetteteci di dire che da oggi, con una musica più libera, l'Italia tutta è un po' più libera. E ricca. E felice.
Grazie,
Stefano Boeri via Change.org
martedì 24 settembre 2013
il merdaio dei blog
Perchè questo è un non-blog (ovvero scrivo post ma non pubblico quello che ricevo)?
Perchè vorrei evitare di ridurlo come la maggior parte dei blog, anche quelli che teoricamente potrebbero essere più "seri" perchè ospitati da "autorevoli" testate giornalistiche.
Ad esempio, riporto più sotto da un blog del corriere della sera, in commento ad una lettera di una Pussy Riot dal carcere (c'è anche una foto, scattata durante il processo ovvero PRIMA della carcerazione di cui sopra).
Ognuno va fuori di testa come può..
Il livello è molto simile anche in altri blog di repubblica, Il fatto, ecc. Per quanto riguarda beppegrillo.it, spesso gli articoli di copertina sono interessanti (anche se magari non condivisibili nella forma, a me dà fastidio la storpiatura dei nomi che fa tanto Emilio Fede), ma se ci si avventura nei commenti...roba da delirio di fantascienza. Uno a caso, in risposta ad un articolo sul mercato immobiliare tedesco (?!?):
"chip sottopelle
Perfetti per creare spie inconsapevoli.
Che viaggiano in paesi ostili o pericolosi.
E si comportano innocentemente perche' non sanno di essere usati come spie...
Oppure leaders stranieri che fanno il gioco del programmatore dei chip.
Ricordate la grossa macchia sulla fronte di Gorbacev?
Che sgretolo' URSS e da tempo vive nel New Jersey
non lontano da New York..." (Fabrizio Salvini 24.09.13 07:58|)
Giorgio Gregori
Perchè vorrei evitare di ridurlo come la maggior parte dei blog, anche quelli che teoricamente potrebbero essere più "seri" perchè ospitati da "autorevoli" testate giornalistiche.
Ad esempio, riporto più sotto da un blog del corriere della sera, in commento ad una lettera di una Pussy Riot dal carcere (c'è anche una foto, scattata durante il processo ovvero PRIMA della carcerazione di cui sopra).
Ognuno va fuori di testa come può..
Il livello è molto simile anche in altri blog di repubblica, Il fatto, ecc. Per quanto riguarda beppegrillo.it, spesso gli articoli di copertina sono interessanti (anche se magari non condivisibili nella forma, a me dà fastidio la storpiatura dei nomi che fa tanto Emilio Fede), ma se ci si avventura nei commenti...roba da delirio di fantascienza. Uno a caso, in risposta ad un articolo sul mercato immobiliare tedesco (?!?):
"chip sottopelle
Perfetti per creare spie inconsapevoli.
Che viaggiano in paesi ostili o pericolosi.
E si comportano innocentemente perche' non sanno di essere usati come spie...
Oppure leaders stranieri che fanno il gioco del programmatore dei chip.
Ricordate la grossa macchia sulla fronte di Gorbacev?
Che sgretolo' URSS e da tempo vive nel New Jersey
non lontano da New York..." (Fabrizio Salvini 24.09.13 07:58|)
Giorgio Gregori
lunedì 23 settembre 2013
Libre Office: convegno a Milano dal 25 al 27 settembre
In Francia, senza perdersi in inutili chiacchiere, il software è già utilizzato da nove ministeri governativi.
A Copenaghen e Monaco di Baviera sono stati gli ospedali a dotarsene, mentre in Spagna il sindaco di Valencia lo ha voluto per tutti gli uffici del Comune.
Sono solo alcuni casi a livello intemazionale, dove all'appello manca l'Italia (tranne il piccolo caso delle province di Perugia e di Macerata).
L'idea è di "migrare'' verso Libre Office, programma informatico a costo zero che si pone come modello alternativo (con risparmio allegato) ai più noti. E che "gira" su tutti
i sistemi operativi, da Linux a Windows. Per saperne di più (e suscitare magari l'interesse dei soggetti della pubblica amministrazione), Milano ospiterà quest'anno l'incontro promosso da The Document Foundation, l'organizzazione no profit che coordina lo sviluppo di LibreOffice.
Una tre giorni, dal 25 al 27 settembre, di dibattiti e incontri nelle aule del dipartimento di Scienze dell'Informazione dell'Università Statale e, in parallelo presso Sala Alessi a Palazzo Marino.
L'ingresso, così come il software, ovviamente è libero.
A Copenaghen e Monaco di Baviera sono stati gli ospedali a dotarsene, mentre in Spagna il sindaco di Valencia lo ha voluto per tutti gli uffici del Comune.
Sono solo alcuni casi a livello intemazionale, dove all'appello manca l'Italia (tranne il piccolo caso delle province di Perugia e di Macerata).
L'idea è di "migrare'' verso Libre Office, programma informatico a costo zero che si pone come modello alternativo (con risparmio allegato) ai più noti. E che "gira" su tutti
i sistemi operativi, da Linux a Windows. Per saperne di più (e suscitare magari l'interesse dei soggetti della pubblica amministrazione), Milano ospiterà quest'anno l'incontro promosso da The Document Foundation, l'organizzazione no profit che coordina lo sviluppo di LibreOffice.
Una tre giorni, dal 25 al 27 settembre, di dibattiti e incontri nelle aule del dipartimento di Scienze dell'Informazione dell'Università Statale e, in parallelo presso Sala Alessi a Palazzo Marino.
L'ingresso, così come il software, ovviamente è libero.
domenica 22 settembre 2013
Etica SGR Linee guida sull'azionariato attivo
Molto bello questo opuscolo, che spiega le strategie per intervenire nelle assemblee degli azionisti e cercare di fare in modo che le società quotatesi impegnino sulla tutela dell'ambiente, dei diritti umani e dei lavoratori e nell'adozione di buone pratiche.
Per scaricarlo:
http://www.eticasgr.it/public/doc/20130322163756.pdf
Chi vuole saperne di più:
http://www.eticasgr.it/cms/?plid=9&pid=53&ppid=9
Per scaricarlo:
http://www.eticasgr.it/public/doc/20130322163756.pdf
Chi vuole saperne di più:
http://www.eticasgr.it/cms/?plid=9&pid=53&ppid=9
martedì 10 settembre 2013
I mercanti di amici
Gli i uomini non hanno più tempo e comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici.
È una parabola apparentemente scritta per bambini, in realtà è una metafora per adulti. Parlo del Piccolo principe di Saint-Exupéry che tutti abbiamo letto durante la nostra adolescenza. Me ne inviano l'ennesima edizione e, sfogliandola, mi capita sott'occhio questa osservazione, per altro spesso citata.
La frenesia attuale ci ha convinti che «non abbiamo più tempo» perché assorbiti da mille attività esteriori. Così, si sono presentati subito i mercanti col loro campionario di prodotti liofilizzati che suppliscono a ogni esigenza e necessità. C'è, però, un particolare: il vero amore e l'amicizia non si possono acquistare in confezioni predisposte. Il sesso o le pubbliche relazioni sì, ma non l'intimità dolce, lo sguardo trasognato gli occhi negli occhi, il sostegno affettuoso di un amico... Non esistono mercanti di amici e di amore autentico.
Gianfranco Ravasi, domenica del sole 24 ore 1 settembre 2013
È una parabola apparentemente scritta per bambini, in realtà è una metafora per adulti. Parlo del Piccolo principe di Saint-Exupéry che tutti abbiamo letto durante la nostra adolescenza. Me ne inviano l'ennesima edizione e, sfogliandola, mi capita sott'occhio questa osservazione, per altro spesso citata.
La frenesia attuale ci ha convinti che «non abbiamo più tempo» perché assorbiti da mille attività esteriori. Così, si sono presentati subito i mercanti col loro campionario di prodotti liofilizzati che suppliscono a ogni esigenza e necessità. C'è, però, un particolare: il vero amore e l'amicizia non si possono acquistare in confezioni predisposte. Il sesso o le pubbliche relazioni sì, ma non l'intimità dolce, lo sguardo trasognato gli occhi negli occhi, il sostegno affettuoso di un amico... Non esistono mercanti di amici e di amore autentico.
Gianfranco Ravasi, domenica del sole 24 ore 1 settembre 2013
lunedì 9 settembre 2013
Italiani sull'orlo di una guerra civile
La pacificazione, le larghe intese....cose già viste e già dimenticate. Un ripasso è opportuno....
GG
Italiani sull'orlo di una guerra civile
Il 5 agosto 1922 il Governo Facta lanciava un appello alla pacificazione e alla coesione. Ma la scongiurata conflittualità sociale, lungi dall'essere arginata, aprì la strada al fascismo
di Emilio Gentile
Era il 5 agosto 1922, quando il Governo presieduto da Luigi Facta rivolse agli italiani un appello per la pacificazione, sperando di porre fine a una violentissima lotta politica, degenerata in guerra civile, che stava minando l'esistenza dello Stato liberale. Il governo si diceva fiducioso che l'appello sarebbe stata accolto dagli italiani per amor di patria, ritenendo impossibile che essi «non sentano lo strazio che ad essa viene dalle condizioni così turbate della vita pubblica e che vi rimangano indifferenti».
Novantuno anni dopo, nell'estate del 2013, si è udito nuovamente in Italia l'appello alla pacificazione rivolto agli italiani dal Governo e del capo dello Stato, mentre la democrazia repubblicana è investita da una crisi istituzionale senza precedenti, dopo un ventennio di aspri scontri politici, che hanno visto opposti schieramenti di italiani combattersi come nemici inconciliabili. Nello stesso tempo, è risuonata anche la minaccia di una guerra civile, che avverrà se non sarà garantita la cosiddetta "agibilità politica" al capo di un partito, che ha dominato la politica italiana negli ultimi due decenni, e che ora, in seguito a una condanna definitiva per frode fiscale, secondo le leggi vigenti dovrebbe decadere da senatore ed essere interdetto dai pubblici uffici. L'appello alla pacificazione nell'estate del 2013 conferma la gravità della crisi che travaglia lo Stato italiano, e lo conferma soprattutto la minaccia della guerra civile. Tale minaccia può suonare come un inconsulto espediente retorico, ma è opportuno ricordare che nei nove decenni trascorsi fra l'appello alla pacificazione nell'estate del 1922 e l'analogo appello nell'estate del 2013, la guerra civile in Italia non è stata soltanto un espediente retorico. In alcuni momenti della storia italiana, alla violenza della retorica è seguita la violenza delle armi.
sabato 7 settembre 2013
Berlusconiani anonimi
Non l'avevo ancora visto...è del febbraio 2013. Bellissimo e purtroppo ancora attuale!
nota per coloro che ricevono la newsletter e non l'hanno ancora capito: il film si vede collegandosi al mio blog, non è nelle email della newsletter...
venerdì 6 settembre 2013
Riflessioni sulla memoria - se nell'era digitale si scava una voragine
Dove saranno finite le foto delle nostre vacanze 2006 in Alsazia? Di solito sono molto ordinato e faccio un sacco di backup, ma è rimasto solo un file exe fatto dal programma proshow...dal quale però è impossibile estrapolare le foto...mah! Ho provato pure a vedere su alcuni dvd, che il mio pc però non legge.....praticamente ho toccato con mano quanto scritto in questo articolo di un paio di anni fa. E ho deciso di scegliere un paio di centinaia delle foto migliori e stamparle prima che sia troppo tardi!
Giorgio Gregori.
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Riflessioni sulla memoria - se nell'era digitale si scava una voragine
Le innovazioni tecnologiche e la carta. Riflessione sulla capacità di salvaguardare il patrimonio della civiltà
Le foto di un reportage, tre anni
fa in Alaska, sono andate perdute per la rottura dell’hard disk
del mio computer. Quelle delle vacanze di due anni fa non le trovo
più: finite in una memory card in fondo a qualche cassetto. Le
immagini di dieci anni fa so perfettamente dove sono: in un vecchio
floppy disk. Che i miei computer attuali non sono in grado di
leggere. Le foto della mia prima vacanza — altopiano del Renon,
1957 — sono invece sempre lì: cartoncini appena ingialliti,
tenuti insieme con un elastico in una scatola da scarpe.
giovedì 5 settembre 2013
Tecnologie per tutti - Global Innovation Commons
Tra i programmi open source che funzionano benissimo, segnalo Libre Office , che sostituisce benissimo il solito Office di Microsoft. Merita anche una piccola donazione con paypal per la manutenzione dei server e il continuo aggiornamento.
Giorgio Gregori
Global Innovation Commons è una banca dati dedicata alle tecnologie nei settori della salute, delle energie pulite, dell'agricoltura e dell'acqua, di dominio pubblico a livello globale in quanto non (più) protette da brevetti, o a livello locale perché un brevetto altrimenti in forza non è stato registrato per un particolare Paese. Chi attinga alle risorse informative di Global Innovation Commons si impegna a condividerne lo spirito, rendendone pubblico l'impiego così come eventuali miglioramenti. Fondato da David E. Martins tre anni fa, in partenariato con la Banca mondiale, Global Innovations Commons stima di mettere a disposizione un valore equivalente a 2 trilioni di dollari in termini di risparmio in licenze.
Giorgio Gregori
Global Innovation Commons è una banca dati dedicata alle tecnologie nei settori della salute, delle energie pulite, dell'agricoltura e dell'acqua, di dominio pubblico a livello globale in quanto non (più) protette da brevetti, o a livello locale perché un brevetto altrimenti in forza non è stato registrato per un particolare Paese. Chi attinga alle risorse informative di Global Innovation Commons si impegna a condividerne lo spirito, rendendone pubblico l'impiego così come eventuali miglioramenti. Fondato da David E. Martins tre anni fa, in partenariato con la Banca mondiale, Global Innovations Commons stima di mettere a disposizione un valore equivalente a 2 trilioni di dollari in termini di risparmio in licenze.
martedì 3 settembre 2013
Dietro il caos in Siria l’ombra dell’Iraq e i regni dell’oro nero
Ecco forse la migliore spiegazione di quanto sta succedendo. Non è facile raccapezzarsi tra sciiti, sunniti, hezbollah, jahidisti e fratelli musulmani, ma leggendolo e rileggendolo....
Giorgio Gregori
Dietro il caos in Siria l’ombra dell’Iraq e i regni dell’oro nero (Gilles Kepel).
LA CRONACA di un attacco annunciato contro la Siria di Bashar al-Assad coincide più o meno con il dodicesimo anniversario dell’11 settembre. L’ostentata volontà franco-americana di bombardare un Medio Oriente in cui si moltiplicano le spaccature dopo le rivoluzioni del 2011 non è che l’ultima replica del big bang che ha aperto il XXI secolo. Ma le esplosioni ricorrenti del vulcano arabo liberano delle forze irreprimibili, protagoniste impreviste del mondo di domani. Le rivoluzioni arabe sono in primo luogo il prodotto della decomposizione di un sistema politico concepito per resistere alla paura della proliferazione terroristica dopo la «doppia razzia benedetta su New York e Washington» perpetrata da bin Laden e dai suoi accoliti.
Giorgio Gregori
Dietro il caos in Siria l’ombra dell’Iraq e i regni dell’oro nero (Gilles Kepel).
LA CRONACA di un attacco annunciato contro la Siria di Bashar al-Assad coincide più o meno con il dodicesimo anniversario dell’11 settembre. L’ostentata volontà franco-americana di bombardare un Medio Oriente in cui si moltiplicano le spaccature dopo le rivoluzioni del 2011 non è che l’ultima replica del big bang che ha aperto il XXI secolo. Ma le esplosioni ricorrenti del vulcano arabo liberano delle forze irreprimibili, protagoniste impreviste del mondo di domani. Le rivoluzioni arabe sono in primo luogo il prodotto della decomposizione di un sistema politico concepito per resistere alla paura della proliferazione terroristica dopo la «doppia razzia benedetta su New York e Washington» perpetrata da bin Laden e dai suoi accoliti.
martedì 20 agosto 2013
I furbetti delle pensioni d'oro e la formula del giusto compenso
Relativamente alle "pensioni d'oro" Pietro Ichino qui fa una critica al cosiddetto "sistema retributivo", dimenticando di dire che spesso le superpensioni derivano da accordi e contratti che prevedevano addirittura una pensione in base all'ultimo stipendio. Era facile allora inventarsi promozioni fasulle a superdirigente o super aumenti di stipendio, che la ditta pagava per poco tempo, ma la collettività pagherà vita natural durante (e oltre, con le reversibilità alle ricche vedove).
Dal ragionamento di Ichino non vorrei che venisse fuori l'idea di tassare tutti quelli che sono già in pensione con il sistema retributivo (cioè in pratica tutti i pensionati attuali) indipendentemente da quanto prendono di pensione.
Il problema è allora stabilire DA CHE CIFRA parte una "pensione d'oro". Perchè se si vanno a toccare quella da 30.000 euro al mese o più , mi sa che di soldi ne caviamo pochi. Ma se si vanno a toccare tutti i pensionati....c'è la rivoluzione delle pantere grigie!
GG
Dal ragionamento di Ichino non vorrei che venisse fuori l'idea di tassare tutti quelli che sono già in pensione con il sistema retributivo (cioè in pratica tutti i pensionati attuali) indipendentemente da quanto prendono di pensione.
Il problema è allora stabilire DA CHE CIFRA parte una "pensione d'oro". Perchè se si vanno a toccare quella da 30.000 euro al mese o più , mi sa che di soldi ne caviamo pochi. Ma se si vanno a toccare tutti i pensionati....c'è la rivoluzione delle pantere grigie!
GG
La triste fine della sinistra che parla solo di Pil e non cerca più la felicità
Quando si discute di destra e di sinistra si usano categorie ormai ottocentesche che non significano molto per le ultime generazioni. Chi è nato negli ultimi trentanni non ha neppure conosciuto una vera sinistra, al massimo una versione compassionevole e correttiva della trionfante destra liberista. La domanda oggi non è più «che cos'è la destra, cos'è la sinistra», su cui peraltro Giorgio Gaber faceva ironia già qualche anno fa. La domanda da cui ripartire per costruire una nuova politica è un'altra: che cos'è il progresso?
La sinistra storica se l'è posta per quasi due secoli e ora non se la pone più. Nella misera convinzione che per apparire moderni si debba semplicemente approvare quel che accade. Faccio qualche esempio semplice. Trent'anni fa, in Italia, un ragazzo di famiglia modesta, com'era chi scrive, poteva trovare dopo il liceo un lavoro ben pagato e garantito, mantenersi agli studi, andare a vivere da solo e restituire qualcosa alla famiglia. Una prospettiva che per le nuove generazioni è un sogno. Qual è stato il progresso per i giovani? Potersi scambiare irrilevanti messaggi su Twitter tutto il giorno?
Secondo esempio. Oggi una casalinga italiana impiega lo stesso tempo a governare la casa di una donna degli anni Quaranta. Nonostante tutte le scoperte scientifiche e la tecnologia di massa. Dov'è il progresso? Terzo esempio. Un manager degli anni Cinquanta guadagnava in media venti o trenta volte il salario di un operaio. Ora guadagna trecento o quattrocento volte lo stipendio medio di un dipendente. La ricchezza si è concentrata in pochi decenni più che in ogni altro periodo della storia umana. È progresso?
Si potrebbe continuare a lungo. Il comunismo sognava di riportare gli uomini a lavorare per vivere e non a vivere per lavorare. Il socialismo reale si è incaricato di trasformare il sogno in un incubo terrificante. Ma una sinistra vera dovrebbe comunque porsi la questione del continuo aumento dei tempi di lavoro per gli uomini. Che società è quella dove più nessuno ha tempo di levare lo sguardo oltre la scrivania, gli impegni stabiliti, ì turni di fabbrica?
Esiste poi l'immensa questione del rapporto con la storia e l'ambiente, tanto più importante in un Paese come il nostro, dove stiamo procedendo da decenni alla sistematica distruzione di un patrimonio culturale e paesaggistico costruito nel corso di secoli.
Queste sono le domande che la sinistra dovrebbe porsi oggi, invece di interrogarsi ogni giorno sul Pil, lo spread e il livello del debito pubblico. Tornare a guardare l'essenza, ai diritti umani e a quello più importante, scritto nella Costituzione americana: la ricerca della felicità.
Curzio maltese, Venerdi di repubblica, 18 agosto 2013
martedì 13 agosto 2013
Stipendi parlamentari e stipendi dipendenti camera
La discussione sugli emolumenti dei parlamentari non mi entusiasma un granchè, perchè sa di falso ed ipocrita. Se un parlamentare fa bene il suo lavoro è difficile dire quale possa essere equo il suo compenso e quali possano essere i suoi rimborsi spese.
martedì 30 luglio 2013
La saudade di internet
Molti in questi ultimi anni hanno provato a vivere senza internet per qualche giorno. C'è chi soffre di più e chi invece riesce a farcela, un po' come il vizio del fumo. Ma nessuno si è messo in gioco in altro modo.
Rispondendo a un'altra domanda, che non è quella se è possibile sopravvivere senza web, ma è: cosa resta della malinconia, dell'assenza, del tempo senza tempo, quando non siamo più connessi. Cos'è l'assenza, la mancanza, il silenzio senza il web? Nessuno ha bisogno di essere informato su un evento minuto per minuto. Se l'evento non minaccia direttamente noi o non entra nella nostra vita, possiamo aspettare anche qualche ora prima di saperne qualcosa. Ma il nostro mondo emotivo, il nostro bisogno di tenere un filo acceso con gli altri può fare a meno della rete? Quando qualcuno dice: non si connetteva a internet e ha lo sguardo smarrito, è perché non saprà entro mezz'ora se un disegno di legge è stato approvato? O invece perché sembra sbiadirsi una sua trama emotiva con le persone più care che siano amici, figli, mogli, fidanzate, amanti, non importa, che non ci lascia cadere nel vuoto, e sorregge le nostre solitudini come le reti dei trapezisti salvano le cadute degli acrobati del circo?
Robert Reich - Così, in tre mosse, la classe media sprofonda e i ricchi volano
Robert Reich, ex ministro di Bill Clinton, è il protagonista di un documentario dirompente sulla crisi.
che ci ricorda come il 70 per cento dell'economia si basi sugli acquisti fatti da chi guadagna il «giusto»
Nel 1978 il salano medio negli Usa era di 49 mila dollari l'anno (calcolando l'inflazione). I super ricchi (1 per cento delle famiglie} avevano un reddito medio di 390 mila. Nel 2010 il salario medio è sceso a 33 mila dollari; quello dei super ricchi invece si è quasi triplicato: 1.100.000 dollari
di Riccardo Stagliano
Tra i tanti numeri che illuminano il disastro, uno risplende su tutti. Circa il 70 per cento dell'economia americana (ma non solo quella) si basa sugli acquisti della classe media.
che ci ricorda come il 70 per cento dell'economia si basi sugli acquisti fatti da chi guadagna il «giusto»
Nel 1978 il salano medio negli Usa era di 49 mila dollari l'anno (calcolando l'inflazione). I super ricchi (1 per cento delle famiglie} avevano un reddito medio di 390 mila. Nel 2010 il salario medio è sceso a 33 mila dollari; quello dei super ricchi invece si è quasi triplicato: 1.100.000 dollari
di Riccardo Stagliano
Tra i tanti numeri che illuminano il disastro, uno risplende su tutti. Circa il 70 per cento dell'economia americana (ma non solo quella) si basa sugli acquisti della classe media.
giovedì 25 luglio 2013
I giovani disoccupati e il colpo di genio di dare la colpa ai nonni
di Curzio Maltese, il Venerdì di Repubblica 14.6.2013
Mattia ha vent’anni, non ha un lavoro, come la maggior parte dei suoi amici, e nemmeno la speranza di trovarlo. Gli vogliono far credere che la colpa non sia di un sistema economico sbagliato, ma di sua madre e di suo nonno. La madre è maestra elementare, il nonno è un pensionato delle ferrovie. Se sua madre rinunciasse a quei quattro diritti acquisiti, se il nonno accettasse un altro taglio alla pensione, Mattia troverebbe di sicuro un lavoro. Lo dicono tutti, ma proprio tutti. In televisione, sui giornali, in parlamento. Tutti o quasi i cosiddetti esperti economici, tutti o quasi i partiti, di destra, di sinistra e anche quello, «né di destra né di sinistra», che Mattia ha votato alle ultime elezioni.
Così sembra vero. I ventenni sono ormai così convinti che i loro nemici siano padri e nonni da non considerare più nemmeno la propria esperienza personale e quella della generazione che li ha preceduti.
Cinema e letteratura - Perché Gatsby non sarà mai un grande film
Recherche, Emma Bovary, L’isola di Arturo opere impossibili, al cinema vince la sottrazione
Perché Gatsby non sarà mai un grande film
Le storie troppo letterarie sono inadatte alla pellicola
Si può essere fedeli o infedeli, non importa. Il passaggio di una storia dalla letteratura al cinema è una questione di sottrazione. È come se il mondo della letteratura avesse più strumenti del mondo del cinema, ed è per questo motivo che poi il passaggio viene rubricato come «riduzione». Insomma, il cinema è la letteratura meno la letteratura. La qual cosa non è per forza una deminutio: dipende da quello che levi — o devi levare.
Il romanzo che si trasforma in film è un’operazione irresistibile, delicata, alle volte felice e alle volte impossibile. Ci sono dei romanzi che sembrano essere stati scritti pensando alla trasposizione cinematografica (perfino Alberto Moravia veniva accusato di tale furbizia), e altri che sembrano del tutto restii. Come Il grande Gatsby. Che non potrà mai davvero funzionare, anche se la pirotecnia di Luhrmann prova ad aggirare l’ostacolo: perché Fitzgerald lega la sua scrittura al racconto della superficialità, riuscendo in modo inimitabile a raccontare quella profondità — o meglio, la malinconia, il dolore inafferrabile — che c’è sotto la superficialità dei suoi personaggi. In questo, è l’amico americano di Marcel Proust,ma in una versione contemporanea e dannata.
Perché Gatsby non sarà mai un grande film
Le storie troppo letterarie sono inadatte alla pellicola
Si può essere fedeli o infedeli, non importa. Il passaggio di una storia dalla letteratura al cinema è una questione di sottrazione. È come se il mondo della letteratura avesse più strumenti del mondo del cinema, ed è per questo motivo che poi il passaggio viene rubricato come «riduzione». Insomma, il cinema è la letteratura meno la letteratura. La qual cosa non è per forza una deminutio: dipende da quello che levi — o devi levare.
Il romanzo che si trasforma in film è un’operazione irresistibile, delicata, alle volte felice e alle volte impossibile. Ci sono dei romanzi che sembrano essere stati scritti pensando alla trasposizione cinematografica (perfino Alberto Moravia veniva accusato di tale furbizia), e altri che sembrano del tutto restii. Come Il grande Gatsby. Che non potrà mai davvero funzionare, anche se la pirotecnia di Luhrmann prova ad aggirare l’ostacolo: perché Fitzgerald lega la sua scrittura al racconto della superficialità, riuscendo in modo inimitabile a raccontare quella profondità — o meglio, la malinconia, il dolore inafferrabile — che c’è sotto la superficialità dei suoi personaggi. In questo, è l’amico americano di Marcel Proust,ma in una versione contemporanea e dannata.
mercoledì 24 luglio 2013
Vi dimostro che non è asinello chi apostrofa qual è
Sinceramente, ogni volta che scrivo qual è senza apostrofo faccio violenza a me stesso...ora ho un pò di conforto!
GG
A proposito di qual è, di cui ha scritto Calogero Chinnici su Sette n. 15, ricordo che Roberto Saviano, in tempi recenti, per aver scritto qual è col segno grafico denominato apostrofo, è stato messo in croce. Segnalo in proposito il risultato di una piccola ricerca da me fatta in opere di alcuni noti autori, onde illuminare un po' la vexata quaestio di qual è con l'apostrofo.
GG
A proposito di qual è, di cui ha scritto Calogero Chinnici su Sette n. 15, ricordo che Roberto Saviano, in tempi recenti, per aver scritto qual è col segno grafico denominato apostrofo, è stato messo in croce. Segnalo in proposito il risultato di una piccola ricerca da me fatta in opere di alcuni noti autori, onde illuminare un po' la vexata quaestio di qual è con l'apostrofo.
Nek e Alessandra Amoroso: recensioni ....pepate
In questo numero del supplemento del Corriere del 7 giugno 2013 i critici musicali avevano evidentemente l'umore sotto i tacchi. Non conosco la Alessandra Amoroso. Di Nek tentai di vedere un concerto registrato, più che altro per il fatto che il chitarrista era Massimo Varini. Non ce l'ho fatta ad arrivare alla fine, non tanto per la voce e l'impegno degli artisti, ma perchè i pezzi facevano proprio schifo...
GG
Elogio del nulla
Frasi in non-italiano. Negazione di Dio, come fu per Ligabue vent'anni fa. Suoni da emergente. È il solito prevedibile Nek
L' ultima volta che ho visto Nek era a fianco del ministro Giovanardi e di un cane antidroga, il cane Axel, mi pare a Sassuolo, in un piazzale dei bus, per propagandare un piano del governo Berlusconi contro le droghe. Ricordo di aver impiegato qualche eterno istante per distinguere Giovanardi da Axel, e di essermi vergognato per la domanda che mi picchiava in testa: «Meglio una canna o un disco di Nek? Quale dei due dà maggiore dipendenza? Poi uno magari comincia con Nek e passa a cose più pesanti, tipo Gigi D'Alessio». Ora Nek, in arte Filippo Neviani, anzi il contrario, ma non è escluso che il nome d'arte sia appunto quello e non viceversa, ha fatto un altro album, che a sorpresa si intitola Filippo Neviani.
GG
Elogio del nulla
Frasi in non-italiano. Negazione di Dio, come fu per Ligabue vent'anni fa. Suoni da emergente. È il solito prevedibile Nek
L' ultima volta che ho visto Nek era a fianco del ministro Giovanardi e di un cane antidroga, il cane Axel, mi pare a Sassuolo, in un piazzale dei bus, per propagandare un piano del governo Berlusconi contro le droghe. Ricordo di aver impiegato qualche eterno istante per distinguere Giovanardi da Axel, e di essermi vergognato per la domanda che mi picchiava in testa: «Meglio una canna o un disco di Nek? Quale dei due dà maggiore dipendenza? Poi uno magari comincia con Nek e passa a cose più pesanti, tipo Gigi D'Alessio». Ora Nek, in arte Filippo Neviani, anzi il contrario, ma non è escluso che il nome d'arte sia appunto quello e non viceversa, ha fatto un altro album, che a sorpresa si intitola Filippo Neviani.
La Maledizione Della Capitale Dell'auto Luci Spente Mentre L'industria Riparte
BISOGNA essere stati a Detroit per capire che cosa significa vivere in una città dove il 40% dei lampioni la sera sono spenti per mancanza di corrente. Una città dove la metà dei parchi e giardini pubblici sono chiusi perché sono finiti da tempo i fondi per la manutenzione e la vigilanza. Quella che all'apice del suo trionfo industriale fu la capitale mondiale dell'automobile e divenne la quarta metropoli d'America con 1,8 milioni di abitanti, era ormai dimagrita a 700.000 abitanti, con vastissime zone ridotte allo stato di quartieri-fantasma, desertificati da uno spopolamento senza precedenti in tempi di pace. Ma la storia del declino angosciante di Detroit è il penultimo capitolo. Ciò che sconcerta di più, nelle vicende recenti che hanno preceduto questa bancarotta municipale (la più grossa negli annali degli Stati Uniti) è che il fallimento di Detroit coincide con un periodo di fantastica rinascita della sua industria automobilistica. General Motors, Ford e Chrysler vanno a gonfie vele, la loro spettacolare rimonta è uno dei fattori dell'attuale ripresa economica americana. Anche se ormai solo Chrysler ha una grossa fabbrica all'interno del perimetro urbano di Detroit (quella dove assembla la nuova Jeep Grand Cherokee), anche le altre due grandi case hanno ripreso ad assumere in questo bacino di manodopera. Colpisce la divaricazione estrema tra le due situazioni: da una parte un capitalismo privato che torna ad essere forte e opulento; dall'altro un'istituzione pubblica che va a picco, fino a dichiarare bancarotta.
mercoledì 17 luglio 2013
il pirata della strada di Gorgonzola
I Comuni dovrebbero richiedere alle assicurazioni la costituzione di un data base consultabile dagli addetti e verificare l'autenticità dei tagliandi esposti.
Lo stesso vale ovviamnete per carabinieri polizia ecc, che di solito controllano con la centrale i tuoi documenti ma NON hanno a dispocizione un database.
lunedì 8 luglio 2013
storiella filosofica....
Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti
a lui alcuni oggetti. Quando la lezione cominciò, senza dire una
parola, prese un grosso barattolo di
maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf. Quindi egli
chiese agli studenti se il barattolo fosse pieno. Essi hanno convenuto
che lo era.
Allora il professore prese una scatola di sassolini, e li versò nel vaso. Lo scosse leggermente. I ciottoli rotolarono negli spazi vuoti tra le palle da golf. Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno. Essi dissero che lo era.
Il professore prese una scatola di sabbia e la versò dentro il vasetto. Naturalmente, la sabbia si sparse ovunque all'interno. Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno. Gli studenti risposero con un unanime 'si'. '
Il professore estrasse quindi due birre da sotto il tavolo e versò l'intero contenuto nel barattolo, effettivamente si riempirono gli spazi vuoti. Gli studenti iniziarono a ridere ..
'Ora', disse il professore non appena svanirono le risate 'Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita. Le palle da golf sono le cose importanti - la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le vostre passioni preferite - e se tutto il resto andasse perduto e solo queste rimanessero, la vostra vita sarebbe ancora piena. I sassolini sono le altre cose che contano, come il lavoro, la casa, la macchina.. La sabbia è tutto il resto - le piccole cose.
'Se mettete la sabbia nel barattolo per prima,' ha continuato, 'non c'è spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso vale per la vita.
Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia per le piccole cose, non avrete mai spazio per le cose che sono importanti per voi.
Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità.
Trascorrere del tempo con i vostri bambini. Trascorrere del tempo con i tuoi genitori. Visita i nonni. Prendete il vostro coniuge a portatelo a cena fuori. Gioca un altro 18 anni. Ci sarà sempre tempo per pulire la casa e falciare il prato.
Prenditi cura delle palle da golf prima - le cose che veramente contano. Stabilisci le tue priorità. Il resto è solo sabbia.
Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse la birra. Il professore sorrise e disse: 'Sono contento che hai chiesto.' Le birre dimostrano che non importa quanto piena possa sembrare la vostra vita, c'è sempre spazio per un paio di birre con un amico.
Allora il professore prese una scatola di sassolini, e li versò nel vaso. Lo scosse leggermente. I ciottoli rotolarono negli spazi vuoti tra le palle da golf. Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno. Essi dissero che lo era.
Il professore prese una scatola di sabbia e la versò dentro il vasetto. Naturalmente, la sabbia si sparse ovunque all'interno. Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno. Gli studenti risposero con un unanime 'si'. '
Il professore estrasse quindi due birre da sotto il tavolo e versò l'intero contenuto nel barattolo, effettivamente si riempirono gli spazi vuoti. Gli studenti iniziarono a ridere ..
'Ora', disse il professore non appena svanirono le risate 'Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita. Le palle da golf sono le cose importanti - la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le vostre passioni preferite - e se tutto il resto andasse perduto e solo queste rimanessero, la vostra vita sarebbe ancora piena. I sassolini sono le altre cose che contano, come il lavoro, la casa, la macchina.. La sabbia è tutto il resto - le piccole cose.
'Se mettete la sabbia nel barattolo per prima,' ha continuato, 'non c'è spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso vale per la vita.
Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia per le piccole cose, non avrete mai spazio per le cose che sono importanti per voi.
Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità.
Trascorrere del tempo con i vostri bambini. Trascorrere del tempo con i tuoi genitori. Visita i nonni. Prendete il vostro coniuge a portatelo a cena fuori. Gioca un altro 18 anni. Ci sarà sempre tempo per pulire la casa e falciare il prato.
Prenditi cura delle palle da golf prima - le cose che veramente contano. Stabilisci le tue priorità. Il resto è solo sabbia.
Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse la birra. Il professore sorrise e disse: 'Sono contento che hai chiesto.' Le birre dimostrano che non importa quanto piena possa sembrare la vostra vita, c'è sempre spazio per un paio di birre con un amico.
mercoledì 3 luglio 2013
La questione tedesca è chiusa. Quasi
A
colloquio con Angelo Bolaffi, che illustra l'emancipazione della
Germania:
la
caduta del Muro come spartiacque, l'occidentalizzazione,
Auschwitz
come mito fondante
Paolo
Valentino
«Quando
Thomas Mann formulò la famosa drammatica alternativa tra una
Germania europea e un'Europa tedesca, aveva memoria delle tragedie
della Storia... Oggi è possibile ipotizzare che l'Europa si
germanizza proprio e nella misura in cui la Germania si è
completamente e convintamente europeizzata. Liquidare la questione
tedesca significa infatti costruire finalmente l'Europa. E la
Germania ha la forza, l'interesse e soprattutto la necessità
storica e morale di farlo». Si chiude così il libro che Angelo
Bolaffi, filosofo della politica e tra i pochi germanisti italiani
di fascia alta, pubblica per Donzelli. Cuore
tedesco
è un viaggio colto, avvincente e rigoroso dentro un triangolo in
pieno corto circuito — il modello Germania, l'Italia e la crisi
europea — che non nasconde l'ambizione di colmare una lacuna più
che evidente, oggi, nel nostro Paese: non si tratta tanto di amare
la Germania, spiega l'autore a «la Lettura», quanto «di capirla e
conoscerla, forse cominciando a vedere se è possibile pensare alla
Storia d'Europa dal e non contro il punto di vista tedesco».
martedì 2 luglio 2013
Per strada, al supermercato in macchina o dentro casa noi, spiati 24 ore su 24
In questi giorni si discute molto della privacy, del sentirsi spiati ecc. Vero, verissimo. Ma in fin dei conti, se non si vuole vivere isolati nei boschi mangiando bacche, tutti lasciamo una traccia. Se vogliamo fare un qualsiasi contratto ci fanno firmare una clausola per la cosiddetta "privacy" che in pratica serve ad autorizzarli a infrangere la privacy stessa, a diffondere e trattare i dati per scopi non ben definiti. E qualunque hacker o servizio segreto è capace di entrare in un pc e rubare identità. Cosa fare allora? L'unico sistema è cercare di prendere accorgimenti, con segnalazioni incrociate, in modo da accorgerci "quasi" subito che ci stanno rubando qualcosa. E in fin dei conti, come si dice alla fine dell'articolo, per il momento i sogni non sono ancora riusciti a rubarceli. Il problema è che con la crisi che potrebbe non avere mai fine, pure quelli ci sembra che qualcuno ce li abbia rubati. E qui la privacy non c'entra....
Giorgio Gregori
Per strada, al supermercato in macchina o dentro casa noi, spiati 24 ore su 24
MILANO - Attento. Sanno chi sei e dove stai in questo momento, con un approssimazione di 2,5 metri. Sanno soprattutto (e immaginiamo la cosa ti preoccupi) in che ristorante sei stato ieri sera, quanto hai pagato e dove sei andato dopo cena. La tua vita, come quella di tutti i 60 milioni di italiani, è un libro aperto senza segreti. Ci alziamo la mattina, ci laviamo i denti, prendiamo il cappuccino al bar, saliamo sulla metro. E dietro di noi, come un ombra, ci segue implacabile un'invisibile scia elettronica. Un fiume di bit, cifre binarie e immagini che attraverso smartphone, Telepass, carte di credito, occhi elettronici e account Facebook raccontano - ai tanti che sono in grado di leggerli - ogni secondo della nostra esistenza.lunedì 1 luglio 2013
JP Morgan e i diritti dei lavoratori
Lo
sapevate che includere "i diritti dei lavoratori tra le tutele
costituzionali" è
di grave detrimento all'economia? Che i Paesi dell'Europa meridionale
patiscono le nefaste conseguenze "delle idee socialiste"? E
addirittura concedono "licenza di protestare" alle
categorie sociali che si ritengono lese nei loro interessi? Se
non lo sapevate, ve lo spiega un prezioso documento di analisi
politica della banca d'affari JPMorgan (celebre anche tra i non
addetti dopo la catastrofe finanziaria del 2008), che pare concepito
apposta per alimentare le più fosche paranoie dei nemici di
Wall Street, quelli che vedono complotti
tecno-pluto-giudaico-massonici dietro ogni stormir di foglie.
Mettiamola
così:
il documento di JPMorgan (vedi Repubblica di ieri, pagina 2),
quanto a ottusità ideologica, è speculare alle più puerili
sortite anti-sistema. Basterebbe uno studente di liceo appena
sveglio per mettere in ridicolo la teoria dell'Europa mediterranea
prigioniera di pregiudizi "socialisti" e zavorrata da
Costituzioni che si impicciano dei diritti di chi lavora.
L'obiezione ovvia è che sono cento volte più "socialiste"
le democrazie del Nord Europa: ma non sembrano patirne troppo.
JPMorgan si ripresenti più preparata alla prossima sessione d'esami.
Michele Serra, Repubblica 22 giugno 2013
le parole di Manlio Milani
Sul magazine "l'estro verso" del maggio 2013 è apparsa questa bella intervista a Manlio Milani, relativa alla strage di Piazza della Loggia del 1974.
Abbiamo voluto affiancare a "Parole povere" le parole, nobili e intense, di Manlio Milani. Tragicamente segnato dalla strage di Piazza della Loggia, egli in questi anni ha testimoniato con esemplare impegno, attraverso la Casa della Memoria, la necessità di una presenza che non fosse solo commemorativa, ma affermasse le ragioni della giustizia e le istanze di un vivere civile che sappia contrapporsi alla violenza e all'intolleranza. Proponiamo di seguito una sintesi della lunga intervista che ha concesso a L'estro verso.
Abbiamo voluto affiancare a "Parole povere" le parole, nobili e intense, di Manlio Milani. Tragicamente segnato dalla strage di Piazza della Loggia, egli in questi anni ha testimoniato con esemplare impegno, attraverso la Casa della Memoria, la necessità di una presenza che non fosse solo commemorativa, ma affermasse le ragioni della giustizia e le istanze di un vivere civile che sappia contrapporsi alla violenza e all'intolleranza. Proponiamo di seguito una sintesi della lunga intervista che ha concesso a L'estro verso.
Il male viaggia sul telefonino (Marek Halter)
Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace
Il male viaggia sul telefonino (Marek Halter)
Il conflitto siriano è entrato in una nuova fase, ben più pericolosa delle precedenti. Fino a pochi
mesi fa, l’opinione pubblica internazionale veniva informata dei massacri compiuti dall’aviazione
del regime di Damasco, della morte dei bimbi o della distruzione dei villaggi e degli ospedali
soprattutto grazie alle immagini registrate dai cellulari.
Quei filmati erano una richiesta di aiuto che proveniva da una popolazione sotto le bombe o vittima
delle rappresaglie degli shabiha, gli uomini delle squadracce di Bashar al Assad.
sabato 29 giugno 2013
La leggenda dei 200mila nuovi posti di lavoro
Nei vari misteri della crisi (e anche della pre-crisi) sta la definizione di "posto di lavoro".
Tempo fa un noto delinquente, al fine di raccattare voti, aveva promesso "un milione di posti di lavoro". Sappiamo come è andata a finire. O meglio, non sappiamo ancora come andrà a finire, perchè il delinquente è ancora in circolazione pronto a raccontare nuovamente favole per gonzi.
Ai miei tempi il "posto di lavoro" era quello occupato da una persona che veniva assunta in una azienda a tempo indeterminato. Nel 1974, dopo un corso a selezione di due mesi, ero stato assunto in banca con tre mesi di prova. Dopo tre mesi, visto che non avevo fatto stupidate e avevo dimostrato di poter essere utile all'azienda, scattò la trasformazione automatica a tempo indeterminato. Bei tempi!
Ma se oggi un ragazzo viene assunto per una settimana in una fabbrica, e poi la settimana dopo lavora in un negozio, e la settimana dopo in una pizzeria....viene considerato come se avesse occupato TRE posti di lavoro? Il ragazzo però è UNO. Ergo: il milione di posti di lavoro, così, spalmato nel corso dell'anno in 52 settimane , diventa diviso tra 19231 persone. E se è un piano pluriennale (facciamo 5 anni) le persone potrebbero essere solo 3846. Ovvero: se 3846 persone lavorassero per 5 anni cambiando continuamente posto di lavoro ogni settimana, qualcuno direbbe che in 5 anni sono stati creati un milione di posti di lavoro.....
Potrebbe sembrare paradossale, ma se andiamo a leggere l'articolino qui sotto di Tito Boeri vediamo che nel governo dell'inciucio per necessità questi giochetti esistono ancora.
GG
venerdì 28 giugno 2013
Il tempo che scorre non è certo questione di orologi
IL
TEMPO CHE SCORRE
Non
è
certo questione di orologi
Alterare
ricordi, pensare il futuro, deformare il tempo è
una qualità essenziale dell'uomo. Con conseguenze etico-politiche,
narrative, sentimentali. Un saggio di Claudia Hammond
di
Chiara
Valerio
■
In
media pensiamo al futuro 59 volte al giorno, vale adire una volta
ogni 16 minuti nelle ore di veglia. Le ricerche in questo campo hanno
portato a una scoperta sconcertante: contemplare il futuro
potrebbe essere la posizione di default della nostra mente.
Il
mistero
della percezione del tempo di
Claudia Hammond (Einaudi, 2013) è una scrittura di intenzione
divulgativa, e piglio documentativo saggistico, sulla percezione del
tempo. Su come, più specificamente, il tempo per gli esseri
umani non sia faccenda di orologi ma caratteristica
precipua della memoria e della possibilità
che gli umani hanno di «ricordare il futuro».
giovedì 27 giugno 2013
Spinoza, filosofo stramaledetto
Spinoza, filosofo stramaledetto
.
Spinoza, filosofo
stramaledetto
.
Steven Nadler racconta come nacque il «Trattato teologico-politico», un capolavoro aspramente condannato da tutte le religioni
Steven Nadler racconta come nacque il «Trattato teologico-politico», un capolavoro aspramente condannato da tutte le religioni
.
di Massimo Bucciantini
.
Steven Nadler fa parte di quella esigua pattuglia di
storici che scrive in modo mirabile. Per questo ogni volta che esce
un suo libro sei sicuro che ogni pagina che leggerai sarà musica per
le tue orecchie e piacere per la tua mente. E Un
libro forgiato all’inferno non fa eccezione. Ti viene
subito voglia di condividerlo con gli amici che hanno ancora viva la
passione per la storia. Anzi, direi di più: di regalarlo a coloro
che non sanno neppure chi è Spinoza, tanto da scambiarlo per il nome
di un ortaggio nuovo, «tipo broccoli o melanzane», come con ironia
esclama Alice Munroe in Chi ti credi di essere? Perché
Nadler è si uno dei maggiori studiosi-specialisti di Spinoza, ma al
tempo stesso è anche un gran divulgatore, e lo è non tanto perché
è un semplificatore (vizio molto italiano quello di identificare la
divulgazione con la semplificazione), quanto perché possiede il dono
raro di saper raccontare a tutti, con il massimo del rigore e della
precisione, la trama di una vicenda complicata come questa: la storia
della nascita di uno dei libri più maledetti che siano mai stati
scritti.
mercoledì 26 giugno 2013
Berlusconi-Ruby: un utile ripasso....
Utile un ripassino, un articolo di un paio di anni fa di quel gran giornalista che era Giuseppe D'Avanzo
Dalla questura al sesso con Ruby
le dieci menzogne di Berlusconi
Ecco le prove che smentiscono l'autodifesa del Cavaliere sullo scandalo che lo ha investito
di GIUSEPPE D'AVANZOSi contano dieci menzogne nell'intervento televisivo di Silvio Berlusconi. Qui di seguito dimostriamo come le parole del premier siano variazioni falsarie. Costruiscono per l'opinione pubblica una fiction che appare in gran parte fasulla anche alla luce di quel che è già emerso dai documenti dell'inchiesta di Milano. Le bugie nelle dichiarazioni del presidente del Consiglio devono negare come e perché sia riuscito ad esfiltrare dalla questura, sottraendola alla tutela dello Stato, una minorenne accusata di furto. Una minorenne con la quale il capo del governo ha intrattenuto, per lo meno per tre mesi, una relazione molto intensa, al punto che ci sono tra i due 67 contatti telefonici in 77 giorni. Impossibilitato a raccontare la verità su quella relazione, il premier è costretto a mentire ancora: parla di persecuzione giudiziaria; inventa una violazione della sua privacy; accusa la polizia di aver maltrattato le sue amiche: è un'autodifesa che non accetta di essere verificata. "Non mi devo vergognare", dice Berlusconi. Le sue dieci bugie lo dovrebbero convincere non solo a vergognarsi, ma anche ad assumersi la responsabilità di fare chiarezza davanti ai giudici e dinanzi al Paese. Ecco dunque le dieci bugie che, se necessario, integreremo nel corso del tempo.
giovedì 20 giugno 2013
Vendo cucina Lofra, Tavolo Borgo
Passati le deliranti giornate per cambio cucina dedicate alla tinteggiatura, imballamento scatoloni, sballo scatoloni, perdita di acqua, corto circuito, hard disk sfasciato ecc, riprendo le note partendo da un pò di annunci: infatti vorrei vendere:
Cucina Lofra XB 66 MF, quattro anni di vita, perfetta, bianca, forno elettrico, pagata 750,00 euro perchè ha anche il piano in cristallo optional, vendo a 350.00 euro. vedi http://www.domestiking.com/casa-web/prodotto/6529/cucina-xb-66-mf.html
Tavolo "Borgo" in legno tinto noce, come nuovo, 85 x 120 h 76 allungabile fino a 200, comperato da Semeraro 275 euro vendo a 150,00. vedi http://www.semeraro.it/it/39-cucine/175-tavoli/114-borgo.html
Telo copriauto vendo a 30 euro (nuovo è 62) telo copriauto saturn 05 489x186x155, come nuovo, adatto per:
Audi a2
daewoo kalos
daihatsu yrv
fiat idea
honda jazz
nuova lancia ypsilon
mazda dem10
smart forfour
Consegna presso un garage a San Polo (Brescia), pagamento contanti, evitare perditempo. Per contatti: verdementa (@) inwind.it
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Tavolo "Borgo" in legno tinto noce, come nuovo, 85 x 120 h 76 allungabile fino a 200, comperato da Semeraro 275 euro vendo a 150,00. vedi http://www.semeraro.it/it/39-cucine/175-tavoli/114-borgo.html
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nuova lancia ypsilon
mazda dem10
smart forfour
Consegna presso un garage a San Polo (Brescia), pagamento contanti, evitare perditempo. Per contatti: verdementa (@) inwind.it
mercoledì 12 giugno 2013
sabato 8 giugno 2013
La disuguaglianza uccide la crescita
La disuguaglianza uccide la crescita,
ecco la
dimostrazione di Stiglitz
Se la ricchezza si concentra in poche mani la crisi è inevitabile, come negli anni Trenta. Il teorema del premio Nobel dimostra come disuguaglianza e polarizzazione dei redditi ostacolino la crescita e frenino il Pil
di ROBERTO PETRINIROMA - E' la diseguaglianza il vero killer del Pil. Nei paesi dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri il Prodotto interno lordo segna il passo e, a volte precipita. Nelle nazioni dove si estende una grande middle class si affaccia invece la prosperità. Il premio Nobel Joseph Stiglitz rompe gli indugi e formalizza in un vero e proprio teorema, come egli stesso lo definisce, la sintesi degli studi che conduce da anni.
Le dieci piccole azioni quotidiane per costruire un futuro migliore
Cambiare i destini del mondo cominciando dalla pattumiera può sembrare una proposta provocatoria, eppure la somma di centinaia di micro azioni quotidiane moltiplicata per milioni di persone fa la differenza.
Solo il cibo che gli italiani buttano ogni anno, secondo i calcoli di Last Minute Market, basterebbe a sfamare tutti gli spagnoli: la sua produzione costa il 3 per cento dei consumi energetici nazionali e 12 miliardi di metri cubi di acqua dolce.
Quanti altri sperperi si possono evitare per alleggerire la nostra impronta ecologica, la traccia che lasciamo sul pianeta? Ecco alcuni momenti di una giornata anti spreco a zero sacrifici.
L'escamotage presidenzialista
Berlusconi NON sarà mai il mio Presidente della Repubblica.
Ed è deprimente che gli italiani si trovino a dover scegliere tra una banda capitanata da un clown delinquente, un'accozzaglia di litigiosi cretini farciti con 101 pezzi di merda ed una allegra brigata di dilettanti allo sbaraglio capitanati da un (ex)comico.
Ovviemente con eccezioni di persone di buona volontà, finche la stessa volontà dura...
GG
di Barbara Spinelli
Come se fosse l'architettura dei poteri e una Costituzione difettosa, a impedire alla politica e ai partiti di ritrovare la decenza perduta, o a darsene una ex novo. Come se un capo di Stato eletto direttamente dal popolo, e più dominatore - è il farmaco offerto in questi giorni - servisse a curare mali che non vengono da fuori, ma tutti da dentro, dentro la coscienza dei partiti, dentro il loro rapporto con la cosa pubblica, con l'elettore, con la verità delle parole dette.
Ed è deprimente che gli italiani si trovino a dover scegliere tra una banda capitanata da un clown delinquente, un'accozzaglia di litigiosi cretini farciti con 101 pezzi di merda ed una allegra brigata di dilettanti allo sbaraglio capitanati da un (ex)comico.
Ovviemente con eccezioni di persone di buona volontà, finche la stessa volontà dura...
GG
di Barbara Spinelli
Come se fosse l'architettura dei poteri e una Costituzione difettosa, a impedire alla politica e ai partiti di ritrovare la decenza perduta, o a darsene una ex novo. Come se un capo di Stato eletto direttamente dal popolo, e più dominatore - è il farmaco offerto in questi giorni - servisse a curare mali che non vengono da fuori, ma tutti da dentro, dentro la coscienza dei partiti, dentro il loro rapporto con la cosa pubblica, con l'elettore, con la verità delle parole dette.
Ma il bello della vita non possiamo comprarlo ancora
di Adriano Sofri
questo articolo è a commento di una bella intervista di Federico Rampini al filosofo Michel Sandel il 2 giugno 2013, che si trova qui http://www.c3dem.it/wp-content/uploads/2013/06/Valori-supermarket.-Rampini-interv.-M.-Sandel.pdf
Voltaire, che ci investiva i suoi denari, fece il più brillante elogio del mercato finanziario mondiale (1734): «Entrate nella borsa di Londra, questo luogo più rispettabile di tante Corti... Là il giudeo, il maomettano e il cristiano trattano l' uno con l' altro come se fossero della medesima religione, e non danno l' appellativo di infedeli se non a coloro che fanno bancarotta; là il presbiteriano si fida dell' anabattista e l' anglicano accetta la cambiale del quacchero. Uscendo, gli uni si recano in sinagoga, gli altri vanno a bere; l' uno va a farsi battezzare in una grande tinozza nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, l' altro fa tagliare il prepuzio a suo figlio e borbottare sul bambino parole ebraiche che non comprende; altri vanno nella loro chiesa, col cappello in testa, ad aspettare l' ispirazione divina; e tutti sono contenti».
questo articolo è a commento di una bella intervista di Federico Rampini al filosofo Michel Sandel il 2 giugno 2013, che si trova qui http://www.c3dem.it/wp-content/uploads/2013/06/Valori-supermarket.-Rampini-interv.-M.-Sandel.pdf
Voltaire, che ci investiva i suoi denari, fece il più brillante elogio del mercato finanziario mondiale (1734): «Entrate nella borsa di Londra, questo luogo più rispettabile di tante Corti... Là il giudeo, il maomettano e il cristiano trattano l' uno con l' altro come se fossero della medesima religione, e non danno l' appellativo di infedeli se non a coloro che fanno bancarotta; là il presbiteriano si fida dell' anabattista e l' anglicano accetta la cambiale del quacchero. Uscendo, gli uni si recano in sinagoga, gli altri vanno a bere; l' uno va a farsi battezzare in una grande tinozza nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, l' altro fa tagliare il prepuzio a suo figlio e borbottare sul bambino parole ebraiche che non comprende; altri vanno nella loro chiesa, col cappello in testa, ad aspettare l' ispirazione divina; e tutti sono contenti».
lunedì 20 maggio 2013
part-time prima della pensione - una idea che si sta realizzando?
Il 7 dicembre 2011 avevo esposto anche in questo blog una mia vecchia idea in merito al part time di accompagnamento alla pensione. Con acqua e sole maturano le zucche, si diceva. Un anno e mezzo dopo, il (nuovo) governo fa sua questa proposta, ma con un problema: chi paga la differenza di contributi, tra part time e tempo pieno?
Come già scrivevo, a mio parere NON deve essere lo Stato a colmare la differenza, ma invece i datori di lavoro, ai quali l'attuazione del progetto dà ventaggi intermini di produttività, flessibilità, formazione di nuovi assunti affiancati da gente con esperienza.
Ma se proprio ci fosse la necessità di un intervento statale, porrei un vincolo: che il differenziale tra lo stipendio più alto e più basso in azienda sia al massimo di 20 volte.
Infatti, le aziende sono sempre pronte a piangere miseria per ottenere incentivi e sgravi dallo Stato. Se poi questi soldi (anche miei) invece di agevolare le nuove assunzioni, andassero ad ingrassare i già lauti stipendi di dirigenti, la questione mi farebbe parecchio incavolare.
Tetto agli stipendi dei top manager: la proposta della Fisac Cgil
„Il rapporto tra il compenso di un lavoratore dipendente e un top manager è stato nel 2012 pari a 1 a 64 nel settore del credito, 1 a 163 in campo economico. Nel 1970 era di 1 a 20. “
Potrebbe interessarti: http://www.today.it/politica/stipendi-top-manager-fisac-cgil.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Todayit/335145169857930
Si tenga conto che sabato scorso ero a Firenze alla assemblea annuale di Banca Etica, dove ho appreso che il differenziale tra il Direttore Generale e l'ultimo degli impiegati in Banca Etica è di 6 (sei) volte!!!
allego il mio articolo del dicembre 2011
Giorgio Gregori
mercoledì 15 maggio 2013
intercettazioni: ci riprovano di nuovo
Avevo appena tolto il bollino....che hanno ricominciato.
E ti credo: se in televisione, invece delle favolette autoassolventi dove la Ruby fa la verginella, mandassero in onda le intercettazioni della verginella stessa, i cittadini si farebbero altra opinione....
Da notare che le intercettazioni tra Berlusconi e Ruby NON sono state utilizzate nel processo e non sono pubbliche. Quelle pubbliche sono tra Ruby e le altre papi girls.
GUARDA SUL SITO IL VIDEO
E come dice Crozza: "Quattro milioni di euro e non gliel'ha nemmeno data? E questo è l'imprenditore più scaltro che abbiamo in Italia? Pare di si..."
E ti credo: se in televisione, invece delle favolette autoassolventi dove la Ruby fa la verginella, mandassero in onda le intercettazioni della verginella stessa, i cittadini si farebbero altra opinione....
Da notare che le intercettazioni tra Berlusconi e Ruby NON sono state utilizzate nel processo e non sono pubbliche. Quelle pubbliche sono tra Ruby e le altre papi girls.
GUARDA SUL SITO IL VIDEO
E come dice Crozza: "Quattro milioni di euro e non gliel'ha nemmeno data? E questo è l'imprenditore più scaltro che abbiamo in Italia? Pare di si..."
mercoledì 8 maggio 2013
la democrazia dei più piccoli
una lezione che viene da un asilo nido
Lorenzo ha due anni e partecipa, qualche giorno alla settimana,
alla vita di un asilo nido gestito dall'Onlus «Bimbo chiama Bimbo».
La sua maestra, che è anche sua nonna, e che ha insegnato ai bimbi
alcune canzoncine, una mattina chiede loro quale canzoncina vogliano
cantare. Lorenzo dice: «Io ho una proposta». La maestra lo guarda
stupita e chiede di sapere in che cosa consista questa proposta.
Lorenzo dice: «Unpallèro». È un motivetto da mimare coi gesti,
che parla di una famiglia di elefanti. A parte il contenuto, ciò che
colpisce è che a due anni si dichiari di «avere una proposta»,
invece di formulare una richiesta o una pretesa. Che stia arrivando
una nuova generazione, capace di aiutare la nostra litigiosa società
a riscoprire il linguaggio e i fondamenti della democrazia?
martedì 7 maggio 2013
Fine vita, perché dico sì alla libertà di scegliere
Vito Mancuso
lunedì 6 maggio 2013
Esodati bancari: un problema poco conosciuto
Siamo circa 1.500 o più esodati appartenenti al settore del credito ed esodati nel periodo 30/10/2008 – 31/5/2010, a cui sono state applicate le regole della legge 122/2010 ( c.d. finestre mobili ), nonché quelle delle leggi :
- Legge 111/2011 conversione del DL n. 98/2011 ( speranze di vita + proroga finestra quarantisti )
- Legge 148/2011 conversione del DL n.138/2011 ( innalzamento età donne )
- Legge 214/2011 conversione del DL n. 201/2011 ( modifica speranze di vita ).
Da notare che queste leggi sono state applicate SUCCESSIVAMENTE alle nostre dimissioni dalle aziende, dimissioni effettuate dopo che erano stati certificati i requisiti per essere ammessi al Fondo di solidarietà.
La Fornero ha sì provveduto a creare i c.d. "salvaguardati", ad oggi 130.000, ma nel guazzabuglio di tutti i D.L. emanati si è creato per noi un vuoto che ci fa restare senza assegno di sostegno e senza pensione per un periodo anche di 15 mesi, essendo per noi preclusa la possibilità di rimanere nel fondo oltre i 60 mesi, infatti Il Decreto 1/6/2012 art.2 estende la prosecuzione a carico dei Fondi fino al 62° anno di età solo agli esodati in data successiva al 4/12/2011, ed Il Decreto 3/8/2012 art.2 ribadisce che la durata massima dell’assegno e di permanenza nel Fondo è di 60 mesi.
Vale la pena ricordare che gli accordi siglati tra le banche e le OO.SS., sulla scorta dei quali uscimmo dalle aziende nel periodo 30.10.2008 – 30.07.2011, prevedevano, chiaramente, che in caso di significative modifiche alle normative sui requisiti di accesso alla pensione si sarebbe dato corso ad appositi incontri tra le aziende di credito e i sindacati firmatari al fine di individuare opportune e concrete soluzioni a tutela degli interessi degli aderenti al Fondo di Solidarietà. Per il momento, però, tutto tace, al di là dei buoni propositi.
E’ indiscutibile che le leggi 122/2010, 111/11 e 148/11, rappresentino una significativa modifica ai requisiti normativi per l’accesso alla pensione in vigore all’epoca dell’uscita dal lavoro.
In particolare, la legge 122/10 che ha instaurato le cosiddette "finestre mobili", di fatto, colpisce gli esodati bancari usciti dalle aziende per accedere al Fondo di Solidarietà tra il 30/10/2008 e il 31/5/2010, poiché dopo tale data, con l’entrata in vigore della legge 122/2010, l’effetto della c.d. "finestra mobile" è stato conglobato nel periodo di permanenza nel Fondo di Solidarietà, che è rimasto per noi di 60 mesi creando un vuoto reddituale.
Anche se la situazione di mancanza reddituale prodotta dalla legge 112/10 dovrebbe essere coperta dall’art. 12, comma 5/bis, della legge 122/2010, che prevede la corresponsione di un assegno di sostegno straordinario a valere sul Fondo Sociale, purtroppo la sua erogazione, gestita dall’Inps, è subordinata all’emanazione di specifici decreti ministeriali. Com’è noto, negli anni 2011 e 2012 questi decreti sono sempre stati emanati dai Ministeri competenti alla fine dei rispettivi anni di pertinenza ed anche per il 2013 non si prevedono tempi più rapidi.
Per ultimo c’è anche da sottolineare il caos e l’inefficienza che si è venuta a determinare nell’INPS, che ad oggi non è in grado di comunicare le date effettive delle nuove finestre, creando ancora di più incertezze ed apprensione.
Di certo la situazione generale Italiana è molto grave e difficile, con gente che perde il proprio posto di lavoro, giovani che non riescono ad occuparsi, aziende che chiudono in continuazione e creano disoccupazione, persone spinte a gesti estremi, a cui lo Stato deve dare una risposta.
E poiché gli Italiani desiderano e chiedono uno Stato che non si dimentichi di nessuno, perché ognuno ha i propri problemi e una dignità, ci auguriamo che venga trovata presto una soluzione.
martedì 30 aprile 2013
Musei (e altro) gratis ai disoccupati
Domani, 1 maggio festa dei lavoratori, molti musei saranno aperti ad ingresso gratuito.
Pochi sanno che in Francia, in particolare a Parigi, i disoccupati possono entrare gratuitamente nei musei statali (salvo esposizioni temporanee), alle piscine, avere sconti ai cinema (dal lunedi al venerdi) ecc. Propongo di fare la stessa cosa in Italia. Basterebbe presentare un certificato di disoccupazione alla cassa.
Non ci sarebbe nessun costo aggiuntivo per lo Stato, ma invece una crescita culturale dei cittadini.
Nessun problema con eventuali falsi certificati: da certi punti di vista, ben vengano, almeno visiterà un museo chi non sarebbe mai entrato, oppure comunque farà sport o altro!
vedi http://www.dailyconso.com/rubrique/mon-budget_r107/je-suis-chomeuse-mes-reductions_a39296/1
PS ovviamente tra i disoccupati vanno iscritti anche gli esodati!
Pochi sanno che in Francia, in particolare a Parigi, i disoccupati possono entrare gratuitamente nei musei statali (salvo esposizioni temporanee), alle piscine, avere sconti ai cinema (dal lunedi al venerdi) ecc. Propongo di fare la stessa cosa in Italia. Basterebbe presentare un certificato di disoccupazione alla cassa.
Non ci sarebbe nessun costo aggiuntivo per lo Stato, ma invece una crescita culturale dei cittadini.
Nessun problema con eventuali falsi certificati: da certi punti di vista, ben vengano, almeno visiterà un museo chi non sarebbe mai entrato, oppure comunque farà sport o altro!
vedi http://www.dailyconso.com/rubrique/mon-budget_r107/je-suis-chomeuse-mes-reductions_a39296/1
PS ovviamente tra i disoccupati vanno iscritti anche gli esodati!
domenica 28 aprile 2013
Enzo Jannacci - l'antieroe del surreale
L'antieroe del surreale che cantava da stralunato per riscattare gli esclusi
Ci sono vari fili rossi nelle canzoni di Enzo Jannacci: motivi che, accompagnati dall'unicità dell'esecuzione, concorrono a dare un'impronta inconfondibile alla sua personalità artistica. Il primo ? e forse il più resistente ? è, al di fuori di ogni retorica, quello dell'emarginazione: ed è probabile che abbia origini autobiografiche. Metà milanese, metà pugliese, Jannacci si sente un po' integrato, un po' no. È normale che guardi ai derelitti e agli esclusi con partecipazione.
Ci sono vari fili rossi nelle canzoni di Enzo Jannacci: motivi che, accompagnati dall'unicità dell'esecuzione, concorrono a dare un'impronta inconfondibile alla sua personalità artistica. Il primo ? e forse il più resistente ? è, al di fuori di ogni retorica, quello dell'emarginazione: ed è probabile che abbia origini autobiografiche. Metà milanese, metà pugliese, Jannacci si sente un po' integrato, un po' no. È normale che guardi ai derelitti e agli esclusi con partecipazione.
Olivetti inedito
Scritto da FEDERICO RAMPINI, la Repubblica | 27 Aprile 2013
L’UOMO CHE DISSE I THINK DIFFERENT UN SECOLO PRIMA DI STEVE JOBS.
Esce "Il mondo che nasce", una raccolta di scritti mai pubblicati con le riflessioni sociali, economiche e intime del grande imprenditore
Non è un complimento dire di Adriano Olivetti che fu uno Steve Jobs italiano. Era molto meglio. Per la cultura umanistica, per la sensibilità sociale, per l’attenzione ai diritti dei lavoratori. Leggete questi interrogativi che si poneva Olivetti più di sessant’anni fa: «Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi fini semplicemente nei profitti? O non vi è qualcosa di più affascinante, una trama ideale, una destinazione, una vocazione?».
Per tutta la vita Olivetti s’impose di ricordare un ammonimento di suo padre Camillo, il fondatore dell’azienda di Ivrea: «Ricordati che la disoccupazione è la malattia mortale della società moderna; devi lottare con ogni mezzo affinché gli operai di questa fabbrica non abbiano a subire il tragico peso della miseria avvilente che si accompagna alla perdita del lavoro». Adriano commentava: «Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo». No, la Apple di Jobs che sfrutta gli operai cinesi ha ancora qualcosa da imparare da Olivetti.
venerdì 12 aprile 2013
Le mie olgettine a 2,20 euro
Quando si parla di abolire il finanziamento ai partiti, sarebbe opportuno anche in parallelo sancire la incompatibilità di certi personaggi a ricoprire cariche pubbliche. In tutto il mondo democratico un "politico" (Sarkozy, Blair, Gorbaciov, Thatcher, Clinton ecc.) NON è proprietario di banche, assicurazioni, televisoni, e altro. NON è in grado di COMPERARE l'elettorato e influenzare l'economia tramite aziende di loro proprietà. Finito il mandato, si dedica a conferenze (di solito pagatissime) o altro. In Italia, invece, c'è chi si può permettere di comperare TUTTO.
E se si pensa che ci sono pensionati disposti a "prostituirsi" per 10 euro + pullman pagato per una gita a Roma a manifestare, in verità, come spiega l'articolo, al committente costano MOLTO MOLTO MENO, in proporzione alla sua ricchezza.
gg
--
Le mie olgettine a 2,20 euro
di Sandro Veronesi, da "La Lettura" del Corriere della Sera, 7 aprile 2013
L’avvocato A. è un uomo molto ricco: il suo patrimonio personale ammonta a 70 milioni di euro e comprende ville, in città, in campagna e al mare, barche, macchine d’epoca e svariate altre proprietà al netto dei gioielli e delle opere d’arte che, come si sa, non sono tracciabili. Ora, si dà il caso che un paio di volte al mese l’avvocato A. organizzi delle feste nella sua villa. Per amor di giovinezza e buonumore invita ogni volta un drappello di ragazze giovani e belle laureate o studentesse universitarie, attrici, nipoti di capi di Stato stranieri affinché, con la loro presenza, allietino lui e la brigata dei suoi ospiti.
E se si pensa che ci sono pensionati disposti a "prostituirsi" per 10 euro + pullman pagato per una gita a Roma a manifestare, in verità, come spiega l'articolo, al committente costano MOLTO MOLTO MENO, in proporzione alla sua ricchezza.
gg
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Le mie olgettine a 2,20 euro
di Sandro Veronesi, da "La Lettura" del Corriere della Sera, 7 aprile 2013
L’avvocato A. è un uomo molto ricco: il suo patrimonio personale ammonta a 70 milioni di euro e comprende ville, in città, in campagna e al mare, barche, macchine d’epoca e svariate altre proprietà al netto dei gioielli e delle opere d’arte che, come si sa, non sono tracciabili. Ora, si dà il caso che un paio di volte al mese l’avvocato A. organizzi delle feste nella sua villa. Per amor di giovinezza e buonumore invita ogni volta un drappello di ragazze giovani e belle laureate o studentesse universitarie, attrici, nipoti di capi di Stato stranieri affinché, con la loro presenza, allietino lui e la brigata dei suoi ospiti.
mercoledì 10 aprile 2013
L'attrazione fatale per l'Altrove
Perché sentiamo il
bisogno di conoscere mondi differenti.
Ci sono concetti e
immagini talmente integrati nella nostra cultura da indurci
erroneamente a pensare che provengano da un tempo remoto, come se non
avessero un'origine identificabile e fossero in vita da sempre. Di
solito servono strumenti molteplici, tra la linguistica e
l'antropologia, per mettere a fuoco la nascita di un'idea che ha
finito per entrare nel cosiddetto immaginario collettivo e che con il
tempo è necessariamente andata mutando, invadendo, toccando o
sfiorando diverse aree semantiche.
L'invenzione della
natura selvaggia di Franco Brevini (Bollati Boringhieri, pagine 439,
28) sta al confine tra diverse discipline e generi, mette in moto
numerosi sguardi, codici e linguaggi, fa uso di una bibliografia
sterminata, che va dalla trattatistica ai pamphlet alla poesia, per
definire i contorni di una nuova sensibilità nel rapporto tra l'uomo
e la natura.
venerdì 5 aprile 2013
Scrittori e scartoffie
SCRITTORI e SCARTOFFIE
Mann e altri impiegati modello di Giuseppe Scaraffia, Domenica del Sole24 ore 10 marzo 2013
, ammetteva T.S.Eliot. Inappuntabile, «riservato, con le spalle un po' curve», sembrava vivere in un altro mondo e poteva interrompersi a un tratto per precipitarsi a notare un'idea. Eppure non era insensibile alla «scienza del denaro», e in fondo la routine lo aiutava a regolare la sua esistenza.
«Letteratura e burocrazia: il diavolo e l'acqua santa... eppure i due mondi sono più vicini di quanto si potrebbe pensare», asserisce Vandelli in questo vasto e gradevole saggio. Scrittura e burocrazia hanno in comune la capacità di passare ore seduti a una scrivania, concentrandosi sui propri compiti. Certo valeva non per lo spedizioniere municipale Paul Verlaine, che, arrivava tardi, guardava perplesso le carte inevase e si metteva a leggere il giornale, limava un sonetto o usciva di soppiatto lasciando il cappello in bella vista.
Mann e altri impiegati modello di Giuseppe Scaraffia, Domenica del Sole24 ore 10 marzo 2013
Il discorso di Laura Boldrini alla camera
Discorso distante anni luce dai deliri di certi buffoni vecchi e nuovi che ancora oggi frequentano le stanze romane...
giovedì 4 aprile 2013
martedì 2 aprile 2013
Se un film sorpassa i partiti
Daniele Lucchetti - domenica del sole 24 ore 17 marzo 2013
Quando ho visto ad urne oramai chiuse «Viva l'Italia», il bel film di Roberto Andò, mi sono detto: dentro questo film c'era l'intuizione che avrebbe segnalato alla sinistra dove è stato l'errore.
Nel film si racconta di un partito immaginario (che ovviamente è il PD) che ha spezzato il legame tra l'elettorato e i dirigenti del partito. Il film racconta come il ricorso a parole semplici e potenti sia stato colpevolmente abbandonato da quel partito. Una parola risolleva quel partito immaginario, ed è «passione». Avrebbe potuto anche essere «democrazia», «libertà», «uguaglianza», «solidarietà», per non parlare di «rivoluzione», o «ricerca della felicità». Non è difficile immaginarne altre, potenti e condivise, emozionanti, calde. Le parole che hanno tenuto assieme milioni di italiani per decenni. Mentre il PD tentava di nascondere il suo grigiore con qualche battuta poco efficace, ad un comico era stata lasciata la parola «rivoluzione».
Daniele Lucchetti - domenica del sole 24 ore 17 marzo 2013
Quando ho visto ad urne oramai chiuse «Viva l'Italia», il bel film di Roberto Andò, mi sono detto: dentro questo film c'era l'intuizione che avrebbe segnalato alla sinistra dove è stato l'errore.
Nel film si racconta di un partito immaginario (che ovviamente è il PD) che ha spezzato il legame tra l'elettorato e i dirigenti del partito. Il film racconta come il ricorso a parole semplici e potenti sia stato colpevolmente abbandonato da quel partito. Una parola risolleva quel partito immaginario, ed è «passione». Avrebbe potuto anche essere «democrazia», «libertà», «uguaglianza», «solidarietà», per non parlare di «rivoluzione», o «ricerca della felicità». Non è difficile immaginarne altre, potenti e condivise, emozionanti, calde. Le parole che hanno tenuto assieme milioni di italiani per decenni. Mentre il PD tentava di nascondere il suo grigiore con qualche battuta poco efficace, ad un comico era stata lasciata la parola «rivoluzione».
lunedì 1 aprile 2013
Che bravo, Enzo Jannacci
Un vero peccato che i vari Tiggì, nel ricordare Enzo Jannacci, abbiano insistito su "Vengo anch'io no tu no" e "Quelli che". Come giustamente ha ricordato Moni Ovadia, Enzo Jannacci è stato grande nel cantare le storie degli ultimi, nella sua Milano. Storie raccontate e scritte spesso con Dario Fo.
Ho qui con me tre dischi che comperai nel 1968, in un Remainder's: erano editi dalla Joker, costavano pochissimo, ed erano mischiati in un catalogo che andava dai pezzi di musica classica ai canti del Far West, Mandolini napoletani e marce militari, fino ad arrivare ai canti della Cina di Mao e ai discorsi di Mussolini.
Dischi fantastici: in particolare "la Milano di Enzo Jannacci", con la mia preferita "Quella cosa in Lombardia", con lei che chiede a lui dove si andrà a fare l'amore e si ritrovano in camporella nella nebbia, con un occhio alla lambretta e un orecchio alle ultime partite.
C'è la mitica "El portava i scarp del tennis", e "Ti te se no", storia di una Milano da dopoguerra, con la radio nuova nell'armadio e una pioggia di biglietti da mille lire..."Prendeva il treno" (prendeva il treno per non essere da meno, prendeva il treno per sembrare un gran signor), "T'ho compraa i calzett de seda " (quelli con la riga nera, lei camminava accanto a lui come una pantera, li guardavano e la gente diceva : guarda quel "pistola" che ha la donna che "rola" (batte), e lui risponde: il pistola te set ti, che te lauret tot el dì!).
"E l'era tardi" (in quella sera straca, uno va a trovare un vecchio amico, ma è tardi....) "per un basin" (che ho dato quella sera, mi han cacciato dalla balera). "M'han ciamàa" bellissima e tremenda (pioveva da tre giorni, mi han chiamato per riconoscere la mia amica trovata morta sui bastioni...e alla fine, quando ti ho vista, ho detto che non eri tu...)
Il disco "Sei minuti all'alba" parte tristissimo con la storia del condannato a morte, e poi il Soldato Nencini, (soldato d'Italia...) , e si tira su con "faceva il palo" (nella banda dell'ortica, il palo cieco che a un certo punto pensa che il bottino glielo stiano passando a cento lire alla volta, ma i suoi complici sono tutti scappati e lui è lì che manco si accorge di chiedere l'elemosina).
Il disco "Enzo Jannacci in teatro" è tratto dallo spettacolo "22 canzoni" a cura di Dario Fo, e contiene perle quali "Prete Liprando e il giudizio di Dio" e "Aveva un taxi nero" (tragedia familiare dove c'è il ladro di ruote di scorta di ciclomotore, che lui rivende per fare la vita del signore...).
Certo poi Enzo ha fatto altri pezzi molto belli, a partire da "Quelli che". Ma il cantore della povera gente nella Milano dal dopoguerra agli anni '60, è stato veramente magico.
Ho qui con me tre dischi che comperai nel 1968, in un Remainder's: erano editi dalla Joker, costavano pochissimo, ed erano mischiati in un catalogo che andava dai pezzi di musica classica ai canti del Far West, Mandolini napoletani e marce militari, fino ad arrivare ai canti della Cina di Mao e ai discorsi di Mussolini.
Dischi fantastici: in particolare "la Milano di Enzo Jannacci", con la mia preferita "Quella cosa in Lombardia", con lei che chiede a lui dove si andrà a fare l'amore e si ritrovano in camporella nella nebbia, con un occhio alla lambretta e un orecchio alle ultime partite.
C'è la mitica "El portava i scarp del tennis", e "Ti te se no", storia di una Milano da dopoguerra, con la radio nuova nell'armadio e una pioggia di biglietti da mille lire..."Prendeva il treno" (prendeva il treno per non essere da meno, prendeva il treno per sembrare un gran signor), "T'ho compraa i calzett de seda " (quelli con la riga nera, lei camminava accanto a lui come una pantera, li guardavano e la gente diceva : guarda quel "pistola" che ha la donna che "rola" (batte), e lui risponde: il pistola te set ti, che te lauret tot el dì!).
"E l'era tardi" (in quella sera straca, uno va a trovare un vecchio amico, ma è tardi....) "per un basin" (che ho dato quella sera, mi han cacciato dalla balera). "M'han ciamàa" bellissima e tremenda (pioveva da tre giorni, mi han chiamato per riconoscere la mia amica trovata morta sui bastioni...e alla fine, quando ti ho vista, ho detto che non eri tu...)
Il disco "Sei minuti all'alba" parte tristissimo con la storia del condannato a morte, e poi il Soldato Nencini, (soldato d'Italia...) , e si tira su con "faceva il palo" (nella banda dell'ortica, il palo cieco che a un certo punto pensa che il bottino glielo stiano passando a cento lire alla volta, ma i suoi complici sono tutti scappati e lui è lì che manco si accorge di chiedere l'elemosina).
Il disco "Enzo Jannacci in teatro" è tratto dallo spettacolo "22 canzoni" a cura di Dario Fo, e contiene perle quali "Prete Liprando e il giudizio di Dio" e "Aveva un taxi nero" (tragedia familiare dove c'è il ladro di ruote di scorta di ciclomotore, che lui rivende per fare la vita del signore...).
Certo poi Enzo ha fatto altri pezzi molto belli, a partire da "Quelli che". Ma il cantore della povera gente nella Milano dal dopoguerra agli anni '60, è stato veramente magico.
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