mercoledì 8 maggio 2013
la democrazia dei più piccoli
una lezione che viene da un asilo nido
Lorenzo ha due anni e partecipa, qualche giorno alla settimana,
alla vita di un asilo nido gestito dall'Onlus «Bimbo chiama Bimbo».
La sua maestra, che è anche sua nonna, e che ha insegnato ai bimbi
alcune canzoncine, una mattina chiede loro quale canzoncina vogliano
cantare. Lorenzo dice: «Io ho una proposta». La maestra lo guarda
stupita e chiede di sapere in che cosa consista questa proposta.
Lorenzo dice: «Unpallèro». È un motivetto da mimare coi gesti,
che parla di una famiglia di elefanti. A parte il contenuto, ciò che
colpisce è che a due anni si dichiari di «avere una proposta»,
invece di formulare una richiesta o una pretesa. Che stia arrivando
una nuova generazione, capace di aiutare la nostra litigiosa società
a riscoprire il linguaggio e i fondamenti della democrazia?
martedì 7 maggio 2013
Fine vita, perché dico sì alla libertà di scegliere
Vito Mancuso
lunedì 6 maggio 2013
Esodati bancari: un problema poco conosciuto
Siamo circa 1.500 o più esodati appartenenti al settore del credito ed esodati nel periodo 30/10/2008 – 31/5/2010, a cui sono state applicate le regole della legge 122/2010 ( c.d. finestre mobili ), nonché quelle delle leggi :
- Legge 111/2011 conversione del DL n. 98/2011 ( speranze di vita + proroga finestra quarantisti )
- Legge 148/2011 conversione del DL n.138/2011 ( innalzamento età donne )
- Legge 214/2011 conversione del DL n. 201/2011 ( modifica speranze di vita ).
Da notare che queste leggi sono state applicate SUCCESSIVAMENTE alle nostre dimissioni dalle aziende, dimissioni effettuate dopo che erano stati certificati i requisiti per essere ammessi al Fondo di solidarietà.
La Fornero ha sì provveduto a creare i c.d. "salvaguardati", ad oggi 130.000, ma nel guazzabuglio di tutti i D.L. emanati si è creato per noi un vuoto che ci fa restare senza assegno di sostegno e senza pensione per un periodo anche di 15 mesi, essendo per noi preclusa la possibilità di rimanere nel fondo oltre i 60 mesi, infatti Il Decreto 1/6/2012 art.2 estende la prosecuzione a carico dei Fondi fino al 62° anno di età solo agli esodati in data successiva al 4/12/2011, ed Il Decreto 3/8/2012 art.2 ribadisce che la durata massima dell’assegno e di permanenza nel Fondo è di 60 mesi.
Vale la pena ricordare che gli accordi siglati tra le banche e le OO.SS., sulla scorta dei quali uscimmo dalle aziende nel periodo 30.10.2008 – 30.07.2011, prevedevano, chiaramente, che in caso di significative modifiche alle normative sui requisiti di accesso alla pensione si sarebbe dato corso ad appositi incontri tra le aziende di credito e i sindacati firmatari al fine di individuare opportune e concrete soluzioni a tutela degli interessi degli aderenti al Fondo di Solidarietà. Per il momento, però, tutto tace, al di là dei buoni propositi.
E’ indiscutibile che le leggi 122/2010, 111/11 e 148/11, rappresentino una significativa modifica ai requisiti normativi per l’accesso alla pensione in vigore all’epoca dell’uscita dal lavoro.
In particolare, la legge 122/10 che ha instaurato le cosiddette "finestre mobili", di fatto, colpisce gli esodati bancari usciti dalle aziende per accedere al Fondo di Solidarietà tra il 30/10/2008 e il 31/5/2010, poiché dopo tale data, con l’entrata in vigore della legge 122/2010, l’effetto della c.d. "finestra mobile" è stato conglobato nel periodo di permanenza nel Fondo di Solidarietà, che è rimasto per noi di 60 mesi creando un vuoto reddituale.
Anche se la situazione di mancanza reddituale prodotta dalla legge 112/10 dovrebbe essere coperta dall’art. 12, comma 5/bis, della legge 122/2010, che prevede la corresponsione di un assegno di sostegno straordinario a valere sul Fondo Sociale, purtroppo la sua erogazione, gestita dall’Inps, è subordinata all’emanazione di specifici decreti ministeriali. Com’è noto, negli anni 2011 e 2012 questi decreti sono sempre stati emanati dai Ministeri competenti alla fine dei rispettivi anni di pertinenza ed anche per il 2013 non si prevedono tempi più rapidi.
Per ultimo c’è anche da sottolineare il caos e l’inefficienza che si è venuta a determinare nell’INPS, che ad oggi non è in grado di comunicare le date effettive delle nuove finestre, creando ancora di più incertezze ed apprensione.
Di certo la situazione generale Italiana è molto grave e difficile, con gente che perde il proprio posto di lavoro, giovani che non riescono ad occuparsi, aziende che chiudono in continuazione e creano disoccupazione, persone spinte a gesti estremi, a cui lo Stato deve dare una risposta.
E poiché gli Italiani desiderano e chiedono uno Stato che non si dimentichi di nessuno, perché ognuno ha i propri problemi e una dignità, ci auguriamo che venga trovata presto una soluzione.
martedì 30 aprile 2013
Musei (e altro) gratis ai disoccupati
Domani, 1 maggio festa dei lavoratori, molti musei saranno aperti ad ingresso gratuito.
Pochi sanno che in Francia, in particolare a Parigi, i disoccupati possono entrare gratuitamente nei musei statali (salvo esposizioni temporanee), alle piscine, avere sconti ai cinema (dal lunedi al venerdi) ecc. Propongo di fare la stessa cosa in Italia. Basterebbe presentare un certificato di disoccupazione alla cassa.
Non ci sarebbe nessun costo aggiuntivo per lo Stato, ma invece una crescita culturale dei cittadini.
Nessun problema con eventuali falsi certificati: da certi punti di vista, ben vengano, almeno visiterà un museo chi non sarebbe mai entrato, oppure comunque farà sport o altro!
vedi http://www.dailyconso.com/rubrique/mon-budget_r107/je-suis-chomeuse-mes-reductions_a39296/1
PS ovviamente tra i disoccupati vanno iscritti anche gli esodati!
Pochi sanno che in Francia, in particolare a Parigi, i disoccupati possono entrare gratuitamente nei musei statali (salvo esposizioni temporanee), alle piscine, avere sconti ai cinema (dal lunedi al venerdi) ecc. Propongo di fare la stessa cosa in Italia. Basterebbe presentare un certificato di disoccupazione alla cassa.
Non ci sarebbe nessun costo aggiuntivo per lo Stato, ma invece una crescita culturale dei cittadini.
Nessun problema con eventuali falsi certificati: da certi punti di vista, ben vengano, almeno visiterà un museo chi non sarebbe mai entrato, oppure comunque farà sport o altro!
vedi http://www.dailyconso.com/rubrique/mon-budget_r107/je-suis-chomeuse-mes-reductions_a39296/1
PS ovviamente tra i disoccupati vanno iscritti anche gli esodati!
domenica 28 aprile 2013
Enzo Jannacci - l'antieroe del surreale
L'antieroe del surreale che cantava da stralunato per riscattare gli esclusi
Ci sono vari fili rossi nelle canzoni di Enzo Jannacci: motivi che, accompagnati dall'unicità dell'esecuzione, concorrono a dare un'impronta inconfondibile alla sua personalità artistica. Il primo ? e forse il più resistente ? è, al di fuori di ogni retorica, quello dell'emarginazione: ed è probabile che abbia origini autobiografiche. Metà milanese, metà pugliese, Jannacci si sente un po' integrato, un po' no. È normale che guardi ai derelitti e agli esclusi con partecipazione.
Ci sono vari fili rossi nelle canzoni di Enzo Jannacci: motivi che, accompagnati dall'unicità dell'esecuzione, concorrono a dare un'impronta inconfondibile alla sua personalità artistica. Il primo ? e forse il più resistente ? è, al di fuori di ogni retorica, quello dell'emarginazione: ed è probabile che abbia origini autobiografiche. Metà milanese, metà pugliese, Jannacci si sente un po' integrato, un po' no. È normale che guardi ai derelitti e agli esclusi con partecipazione.
Olivetti inedito
Scritto da FEDERICO RAMPINI, la Repubblica | 27 Aprile 2013
L’UOMO CHE DISSE I THINK DIFFERENT UN SECOLO PRIMA DI STEVE JOBS.
Esce "Il mondo che nasce", una raccolta di scritti mai pubblicati con le riflessioni sociali, economiche e intime del grande imprenditore
Non è un complimento dire di Adriano Olivetti che fu uno Steve Jobs italiano. Era molto meglio. Per la cultura umanistica, per la sensibilità sociale, per l’attenzione ai diritti dei lavoratori. Leggete questi interrogativi che si poneva Olivetti più di sessant’anni fa: «Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi fini semplicemente nei profitti? O non vi è qualcosa di più affascinante, una trama ideale, una destinazione, una vocazione?».
Per tutta la vita Olivetti s’impose di ricordare un ammonimento di suo padre Camillo, il fondatore dell’azienda di Ivrea: «Ricordati che la disoccupazione è la malattia mortale della società moderna; devi lottare con ogni mezzo affinché gli operai di questa fabbrica non abbiano a subire il tragico peso della miseria avvilente che si accompagna alla perdita del lavoro». Adriano commentava: «Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo». No, la Apple di Jobs che sfrutta gli operai cinesi ha ancora qualcosa da imparare da Olivetti.
venerdì 12 aprile 2013
Le mie olgettine a 2,20 euro
Quando si parla di abolire il finanziamento ai partiti, sarebbe opportuno anche in parallelo sancire la incompatibilità di certi personaggi a ricoprire cariche pubbliche. In tutto il mondo democratico un "politico" (Sarkozy, Blair, Gorbaciov, Thatcher, Clinton ecc.) NON è proprietario di banche, assicurazioni, televisoni, e altro. NON è in grado di COMPERARE l'elettorato e influenzare l'economia tramite aziende di loro proprietà. Finito il mandato, si dedica a conferenze (di solito pagatissime) o altro. In Italia, invece, c'è chi si può permettere di comperare TUTTO.
E se si pensa che ci sono pensionati disposti a "prostituirsi" per 10 euro + pullman pagato per una gita a Roma a manifestare, in verità, come spiega l'articolo, al committente costano MOLTO MOLTO MENO, in proporzione alla sua ricchezza.
gg
--
Le mie olgettine a 2,20 euro
di Sandro Veronesi, da "La Lettura" del Corriere della Sera, 7 aprile 2013
L’avvocato A. è un uomo molto ricco: il suo patrimonio personale ammonta a 70 milioni di euro e comprende ville, in città, in campagna e al mare, barche, macchine d’epoca e svariate altre proprietà al netto dei gioielli e delle opere d’arte che, come si sa, non sono tracciabili. Ora, si dà il caso che un paio di volte al mese l’avvocato A. organizzi delle feste nella sua villa. Per amor di giovinezza e buonumore invita ogni volta un drappello di ragazze giovani e belle laureate o studentesse universitarie, attrici, nipoti di capi di Stato stranieri affinché, con la loro presenza, allietino lui e la brigata dei suoi ospiti.
E se si pensa che ci sono pensionati disposti a "prostituirsi" per 10 euro + pullman pagato per una gita a Roma a manifestare, in verità, come spiega l'articolo, al committente costano MOLTO MOLTO MENO, in proporzione alla sua ricchezza.
gg
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Le mie olgettine a 2,20 euro
di Sandro Veronesi, da "La Lettura" del Corriere della Sera, 7 aprile 2013
L’avvocato A. è un uomo molto ricco: il suo patrimonio personale ammonta a 70 milioni di euro e comprende ville, in città, in campagna e al mare, barche, macchine d’epoca e svariate altre proprietà al netto dei gioielli e delle opere d’arte che, come si sa, non sono tracciabili. Ora, si dà il caso che un paio di volte al mese l’avvocato A. organizzi delle feste nella sua villa. Per amor di giovinezza e buonumore invita ogni volta un drappello di ragazze giovani e belle laureate o studentesse universitarie, attrici, nipoti di capi di Stato stranieri affinché, con la loro presenza, allietino lui e la brigata dei suoi ospiti.
mercoledì 10 aprile 2013
L'attrazione fatale per l'Altrove
Perché sentiamo il
bisogno di conoscere mondi differenti.
Ci sono concetti e
immagini talmente integrati nella nostra cultura da indurci
erroneamente a pensare che provengano da un tempo remoto, come se non
avessero un'origine identificabile e fossero in vita da sempre. Di
solito servono strumenti molteplici, tra la linguistica e
l'antropologia, per mettere a fuoco la nascita di un'idea che ha
finito per entrare nel cosiddetto immaginario collettivo e che con il
tempo è necessariamente andata mutando, invadendo, toccando o
sfiorando diverse aree semantiche.
L'invenzione della
natura selvaggia di Franco Brevini (Bollati Boringhieri, pagine 439,
28) sta al confine tra diverse discipline e generi, mette in moto
numerosi sguardi, codici e linguaggi, fa uso di una bibliografia
sterminata, che va dalla trattatistica ai pamphlet alla poesia, per
definire i contorni di una nuova sensibilità nel rapporto tra l'uomo
e la natura.
venerdì 5 aprile 2013
Scrittori e scartoffie
SCRITTORI e SCARTOFFIE
Mann e altri impiegati modello di Giuseppe Scaraffia, Domenica del Sole24 ore 10 marzo 2013
, ammetteva T.S.Eliot. Inappuntabile, «riservato, con le spalle un po' curve», sembrava vivere in un altro mondo e poteva interrompersi a un tratto per precipitarsi a notare un'idea. Eppure non era insensibile alla «scienza del denaro», e in fondo la routine lo aiutava a regolare la sua esistenza.
«Letteratura e burocrazia: il diavolo e l'acqua santa... eppure i due mondi sono più vicini di quanto si potrebbe pensare», asserisce Vandelli in questo vasto e gradevole saggio. Scrittura e burocrazia hanno in comune la capacità di passare ore seduti a una scrivania, concentrandosi sui propri compiti. Certo valeva non per lo spedizioniere municipale Paul Verlaine, che, arrivava tardi, guardava perplesso le carte inevase e si metteva a leggere il giornale, limava un sonetto o usciva di soppiatto lasciando il cappello in bella vista.
Mann e altri impiegati modello di Giuseppe Scaraffia, Domenica del Sole24 ore 10 marzo 2013
Il discorso di Laura Boldrini alla camera
Discorso distante anni luce dai deliri di certi buffoni vecchi e nuovi che ancora oggi frequentano le stanze romane...
giovedì 4 aprile 2013
martedì 2 aprile 2013
Se un film sorpassa i partiti
Daniele Lucchetti - domenica del sole 24 ore 17 marzo 2013
Quando ho visto ad urne oramai chiuse «Viva l'Italia», il bel film di Roberto Andò, mi sono detto: dentro questo film c'era l'intuizione che avrebbe segnalato alla sinistra dove è stato l'errore.
Nel film si racconta di un partito immaginario (che ovviamente è il PD) che ha spezzato il legame tra l'elettorato e i dirigenti del partito. Il film racconta come il ricorso a parole semplici e potenti sia stato colpevolmente abbandonato da quel partito. Una parola risolleva quel partito immaginario, ed è «passione». Avrebbe potuto anche essere «democrazia», «libertà», «uguaglianza», «solidarietà», per non parlare di «rivoluzione», o «ricerca della felicità». Non è difficile immaginarne altre, potenti e condivise, emozionanti, calde. Le parole che hanno tenuto assieme milioni di italiani per decenni. Mentre il PD tentava di nascondere il suo grigiore con qualche battuta poco efficace, ad un comico era stata lasciata la parola «rivoluzione».
Daniele Lucchetti - domenica del sole 24 ore 17 marzo 2013
Quando ho visto ad urne oramai chiuse «Viva l'Italia», il bel film di Roberto Andò, mi sono detto: dentro questo film c'era l'intuizione che avrebbe segnalato alla sinistra dove è stato l'errore.
Nel film si racconta di un partito immaginario (che ovviamente è il PD) che ha spezzato il legame tra l'elettorato e i dirigenti del partito. Il film racconta come il ricorso a parole semplici e potenti sia stato colpevolmente abbandonato da quel partito. Una parola risolleva quel partito immaginario, ed è «passione». Avrebbe potuto anche essere «democrazia», «libertà», «uguaglianza», «solidarietà», per non parlare di «rivoluzione», o «ricerca della felicità». Non è difficile immaginarne altre, potenti e condivise, emozionanti, calde. Le parole che hanno tenuto assieme milioni di italiani per decenni. Mentre il PD tentava di nascondere il suo grigiore con qualche battuta poco efficace, ad un comico era stata lasciata la parola «rivoluzione».
lunedì 1 aprile 2013
Che bravo, Enzo Jannacci
Un vero peccato che i vari Tiggì, nel ricordare Enzo Jannacci, abbiano insistito su "Vengo anch'io no tu no" e "Quelli che". Come giustamente ha ricordato Moni Ovadia, Enzo Jannacci è stato grande nel cantare le storie degli ultimi, nella sua Milano. Storie raccontate e scritte spesso con Dario Fo.
Ho qui con me tre dischi che comperai nel 1968, in un Remainder's: erano editi dalla Joker, costavano pochissimo, ed erano mischiati in un catalogo che andava dai pezzi di musica classica ai canti del Far West, Mandolini napoletani e marce militari, fino ad arrivare ai canti della Cina di Mao e ai discorsi di Mussolini.
Dischi fantastici: in particolare "la Milano di Enzo Jannacci", con la mia preferita "Quella cosa in Lombardia", con lei che chiede a lui dove si andrà a fare l'amore e si ritrovano in camporella nella nebbia, con un occhio alla lambretta e un orecchio alle ultime partite.
C'è la mitica "El portava i scarp del tennis", e "Ti te se no", storia di una Milano da dopoguerra, con la radio nuova nell'armadio e una pioggia di biglietti da mille lire..."Prendeva il treno" (prendeva il treno per non essere da meno, prendeva il treno per sembrare un gran signor), "T'ho compraa i calzett de seda " (quelli con la riga nera, lei camminava accanto a lui come una pantera, li guardavano e la gente diceva : guarda quel "pistola" che ha la donna che "rola" (batte), e lui risponde: il pistola te set ti, che te lauret tot el dì!).
"E l'era tardi" (in quella sera straca, uno va a trovare un vecchio amico, ma è tardi....) "per un basin" (che ho dato quella sera, mi han cacciato dalla balera). "M'han ciamàa" bellissima e tremenda (pioveva da tre giorni, mi han chiamato per riconoscere la mia amica trovata morta sui bastioni...e alla fine, quando ti ho vista, ho detto che non eri tu...)
Il disco "Sei minuti all'alba" parte tristissimo con la storia del condannato a morte, e poi il Soldato Nencini, (soldato d'Italia...) , e si tira su con "faceva il palo" (nella banda dell'ortica, il palo cieco che a un certo punto pensa che il bottino glielo stiano passando a cento lire alla volta, ma i suoi complici sono tutti scappati e lui è lì che manco si accorge di chiedere l'elemosina).
Il disco "Enzo Jannacci in teatro" è tratto dallo spettacolo "22 canzoni" a cura di Dario Fo, e contiene perle quali "Prete Liprando e il giudizio di Dio" e "Aveva un taxi nero" (tragedia familiare dove c'è il ladro di ruote di scorta di ciclomotore, che lui rivende per fare la vita del signore...).
Certo poi Enzo ha fatto altri pezzi molto belli, a partire da "Quelli che". Ma il cantore della povera gente nella Milano dal dopoguerra agli anni '60, è stato veramente magico.
Ho qui con me tre dischi che comperai nel 1968, in un Remainder's: erano editi dalla Joker, costavano pochissimo, ed erano mischiati in un catalogo che andava dai pezzi di musica classica ai canti del Far West, Mandolini napoletani e marce militari, fino ad arrivare ai canti della Cina di Mao e ai discorsi di Mussolini.
Dischi fantastici: in particolare "la Milano di Enzo Jannacci", con la mia preferita "Quella cosa in Lombardia", con lei che chiede a lui dove si andrà a fare l'amore e si ritrovano in camporella nella nebbia, con un occhio alla lambretta e un orecchio alle ultime partite.
C'è la mitica "El portava i scarp del tennis", e "Ti te se no", storia di una Milano da dopoguerra, con la radio nuova nell'armadio e una pioggia di biglietti da mille lire..."Prendeva il treno" (prendeva il treno per non essere da meno, prendeva il treno per sembrare un gran signor), "T'ho compraa i calzett de seda " (quelli con la riga nera, lei camminava accanto a lui come una pantera, li guardavano e la gente diceva : guarda quel "pistola" che ha la donna che "rola" (batte), e lui risponde: il pistola te set ti, che te lauret tot el dì!).
"E l'era tardi" (in quella sera straca, uno va a trovare un vecchio amico, ma è tardi....) "per un basin" (che ho dato quella sera, mi han cacciato dalla balera). "M'han ciamàa" bellissima e tremenda (pioveva da tre giorni, mi han chiamato per riconoscere la mia amica trovata morta sui bastioni...e alla fine, quando ti ho vista, ho detto che non eri tu...)
Il disco "Sei minuti all'alba" parte tristissimo con la storia del condannato a morte, e poi il Soldato Nencini, (soldato d'Italia...) , e si tira su con "faceva il palo" (nella banda dell'ortica, il palo cieco che a un certo punto pensa che il bottino glielo stiano passando a cento lire alla volta, ma i suoi complici sono tutti scappati e lui è lì che manco si accorge di chiedere l'elemosina).
Il disco "Enzo Jannacci in teatro" è tratto dallo spettacolo "22 canzoni" a cura di Dario Fo, e contiene perle quali "Prete Liprando e il giudizio di Dio" e "Aveva un taxi nero" (tragedia familiare dove c'è il ladro di ruote di scorta di ciclomotore, che lui rivende per fare la vita del signore...).
Certo poi Enzo ha fatto altri pezzi molto belli, a partire da "Quelli che". Ma il cantore della povera gente nella Milano dal dopoguerra agli anni '60, è stato veramente magico.
domenica 31 marzo 2013
Tumori a brescia
Il
‘Comitato per l’ambiente Brescia Sud‘ ha organizzato un incontro
pubblico sul tema: “Brutta storia – I tumori aumentano – Le conseguenze
di vivere in un ambiente inquinato“.
Nel video viene presentata la situazione ambientale bresciana, e le attività proposte dal comitato.
Sono intervenuti Fulvio Porta, Primario dell’Unità di Oncoematologia
pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Brescia e Marino Ruzzenenti,
storico dell’ambiente, autore del libro “Un secolo di cloro e… PCB:
storia delle industrie Caffaro di Brescia“
Ecco il video integrale
sabato 16 marzo 2013
Francesco, il Papa, cinque stelle
Tra gli articoli di questi giorni dedicati al nuovo papa, interessante l'ipotesi che il "Francesco" non sia tanto san Francesco d'Assisi, ma invece San Francesco Saverio, gesuita, fondatore dei Missionari Saveriani.
Ma comunque, san Francesco d'Assisi disse una frase che potrebbe ben calzare al nuovo Papa:
"Dio, dammi la forza di cambiare le cose che posso cambiare, di accettare quelle che non posso cambiare, e di sapere distinguere le une dalle altre".
Ma forse anche al movimento cinque stelle........
Ma comunque, san Francesco d'Assisi disse una frase che potrebbe ben calzare al nuovo Papa:
"Dio, dammi la forza di cambiare le cose che posso cambiare, di accettare quelle che non posso cambiare, e di sapere distinguere le une dalle altre".
Ma forse anche al movimento cinque stelle........
mercoledì 13 marzo 2013
M5S e Pd, ecco come possiamo sbloccare la situazione
di Jacopo Fo | 13 marzo 2013
Il M5S continua a ripetere che non darà la fiducia né a un governo Pd né a un governo tecnico di grandi personalità. Eppure crediamo che ci sia qualche spiraglio per una collaborazione su obiettivi concreti. Ma per arrivare a un governo di idee e a una collaborazione sui fatti il Pd deve uscire dall’ambiguità degli otto punti e deve accettare di confrontarsi con il M5S, o sfidarlo, se il verbo vi sembra più consono alla situazione, fuori dalle ritualità inciuciose dei vecchi schemi.
giovedì 7 marzo 2013
La Metropolitana di Brescia: la nostra Ferrari...
Non vorrei guastare la festa, ma la metropolitana di Brescia è come ricevere in dono una Ferrari Testarossa col vincolo di non poterla rivendere: bella, bellissima, va veloce,........ma chi paga la benzina? Chi paga il bollo e l'assicurazione? Però ormai c'è, non la posso rivendere, me la devo tenere e la devo mantenere. Forse era meglio se mi regalavate una panda nuova, che mi porta dappertutto e non beve come una spugna.
Prove di cannabis legale
adesso c'è arrivato pure il Corriere della Sera.....
Prove di cannabis legale Il
proibizionismo non è servito, adesso conviene sperimentare una via
diversa
Si stanno facendo le canne. Ti salutano: «Professo', complimenti». So' ragazzi, capita. Eppure, questo è il nodo: gli omicidi, le falde, l'inquinamento dell'economia sono la diretta conseguenza di quelle canne.
mercoledì 6 marzo 2013
La paga del manager
Questo articolo è stato scritto qualche giorno prima del referendum che in Svizzera ha limitato (o sperato di limitare....) i superstipendi.
di
Federico Rampini
La Svizzera, (ex?) paradiso capitalista, va alle urne domenica per un referendum che limiterà i superstipendi dei suoi manager d'azienda: la vittoria sembra scontata col 57% dei sì nei sondaggi. Nella Silicon Valley californiana scoppia la rivolta degli azionisti di Apple contro il chief executive Tim Cook, dopo che si è aumentato lo stipendio del 51% mentre il titolo della società ha perso un terzo del valore in Borsa. Per le oligarchie dei top manager è arrivata la resa dei conti? Cinque anni dopo l'inizio della grande crisi, finalmente pagano anche loro?
di
Federico Rampini
La Svizzera, (ex?) paradiso capitalista, va alle urne domenica per un referendum che limiterà i superstipendi dei suoi manager d'azienda: la vittoria sembra scontata col 57% dei sì nei sondaggi. Nella Silicon Valley californiana scoppia la rivolta degli azionisti di Apple contro il chief executive Tim Cook, dopo che si è aumentato lo stipendio del 51% mentre il titolo della società ha perso un terzo del valore in Borsa. Per le oligarchie dei top manager è arrivata la resa dei conti? Cinque anni dopo l'inizio della grande crisi, finalmente pagano anche loro?
Stéphane Hessel: il suo testamento “aspetto la mia fine con curiosità”
Qualche giono fa, a 95 anni, è morto Stéphane Hessel, l'autore di "Indignatevi!" , il libretto che ha dato vita alle maniestazioni di piazza contro lo strapotere della finanza. Questo viene indicato come il suo "testamento" scritto qualche anno fa.
Ho un’età in cui si sa perfettamente
che la morte non può essere troppo lontana. Un anno,
due, tre... Cinque anni sarebbero già
troppi rispetto a quanto si vive normalmente... So quindi
che la morte presto arriverà, ed è
una cosa buona. Sono contento di essere mortale, perché
penso che sia la mortalità a dare
senso alla vita. Si vive solo se si può morire. Ciò che vive –
ce lo insegnano tutte le saggezze del
mondo – è qualcosa che va fino alla morte.
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