e' giunto nella mia posta elettronica il seguente avvertimento che considero importante sia conosciuto dal maggior numero possibile di persone e vi chiedo gentilemente di farlo girare:
attenzione!
le schede dei referendum non vanno sovrapposte, hanno la caratteristica della carta carbone.
se vengono messe una sopra l'altra si corre il rischio di annullarle tutte mentre si vota la prima.
fate girare tra gli elettori, gli scrutatori ed i rappresentanti di lista.
venerdì 10 giugno 2011
Rubbia: "Nucleare costa troppo puntare su mix gas-geotermia"
Alla vigilia del referendum sull'atomo, parla il premio Nobel: "Guai a ignorare la lezione di Fukushima". Dal sottosuolo di Lazio, Toscana e Campania un potenziale pari a quattro impianti alimentati ad uranio
di ANTONIO CIANCIULLO
Rubbia: "Nucleare costa troppo puntare su mix gas-geotermia" Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica nel 1984
L'INTERVISTA
ROMA - "Fukushima ha rappresentato una grande sorpresa perché ha evidenziato uno scollamento tra le previsioni e i fatti. È stata una lezione ed è pericoloso non imparare dalle lezioni. Soprattutto per un paese come l'Italia che con il Giappone ha molti problemi in comune: non solo la sismicità ma anche gli tsunami prodotti da un terremoto, come l'onda gigante che ha distrutto Messina nel 1908. È ragionevole fare una centrale atomica in Sicilia?".
di ANTONIO CIANCIULLO
Rubbia: "Nucleare costa troppo puntare su mix gas-geotermia" Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica nel 1984
L'INTERVISTA
ROMA - "Fukushima ha rappresentato una grande sorpresa perché ha evidenziato uno scollamento tra le previsioni e i fatti. È stata una lezione ed è pericoloso non imparare dalle lezioni. Soprattutto per un paese come l'Italia che con il Giappone ha molti problemi in comune: non solo la sismicità ma anche gli tsunami prodotti da un terremoto, come l'onda gigante che ha distrutto Messina nel 1908. È ragionevole fare una centrale atomica in Sicilia?".
"Ho lavorato una vita nel nucleare vi spiego perché voterò sì al referendum"
LA LETTERA
Oltre due decenni di esperienza nel settore, visitando una sessantina di reattori in tre continenti, con la convinzione che le precauzioni prese negli impianti rendessero impossibile una catastrofe. Poi Three Miles Island, Chernobyl, Fukushima: tre disastri in meno di 30 anni...
di ALBERTO BAROCAS
Oltre due decenni di esperienza nel settore, visitando una sessantina di reattori in tre continenti, con la convinzione che le precauzioni prese negli impianti rendessero impossibile una catastrofe. Poi Three Miles Island, Chernobyl, Fukushima: tre disastri in meno di 30 anni...
di ALBERTO BAROCAS
giovedì 9 giugno 2011
acqua e nestlè
La Nestlè ha lanciato pochi giorni fa in Canada
la proposta di creare una borsa mondiale
dell'acqua, soggetta alle stesse regole della
borsa per gli altri prodotti, che consentirebbe
quindi a poche multinazionali di avere il
controllo completo sull'acqua che finisce sulle
nostre tavole, ma anche su quella che esce dal
rubinetto, se l'acqua venisse privatizzata.
Nestlè è l'azienda numero uno per il mercato mondiale delle acque minerali,
quindi la proposta non è per niente
disinteressata! (Solo in Italia sono parte del
gruppo Nestlè le seguenti marche: Claudia, Giara,
Giulia, Levissima, Limpia, Lora Recoaro, Panna,
Pejo, Terrier, Pracastello, San Bernardo, San
Pellegrino, Sandali, Tione, Ulmeta, Vera.)
Se prima avevamo molti buoni motivi per andare a
votare il referendum del 12 e 13 giugno per
evitare la privatizzazione degli acquedotti,
adesso ne abbiamo uno in più.
Ovviamente i media non ne parlano.... facciamolo noi.
http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=10859&IdModule=1
la proposta di creare una borsa mondiale
dell'acqua, soggetta alle stesse regole della
borsa per gli altri prodotti, che consentirebbe
quindi a poche multinazionali di avere il
controllo completo sull'acqua che finisce sulle
nostre tavole, ma anche su quella che esce dal
rubinetto, se l'acqua venisse privatizzata.
Nestlè è l'azienda numero uno per il mercato mondiale delle acque minerali,
quindi la proposta non è per niente
disinteressata! (Solo in Italia sono parte del
gruppo Nestlè le seguenti marche: Claudia, Giara,
Giulia, Levissima, Limpia, Lora Recoaro, Panna,
Pejo, Terrier, Pracastello, San Bernardo, San
Pellegrino, Sandali, Tione, Ulmeta, Vera.)
Se prima avevamo molti buoni motivi per andare a
votare il referendum del 12 e 13 giugno per
evitare la privatizzazione degli acquedotti,
adesso ne abbiamo uno in più.
Ovviamente i media non ne parlano.... facciamolo noi.
http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=10859&IdModule=1
At home - breve storia della vita privata
Adoro i libri di questo genere! I francesi in particolare se ne sono occupati molto (Duby per quanto riguarda la vita quotidiana, , Le Goff per la storia medievale) , anche se la mia passione nacque moltissimo tempo fa scoprendo su una bancarella un libretto garzanti di Wright "Civiltà in bagno", praticamente la storia dell'umanità (in particolare inglese) vista attraverso l'evoluzione delle abitudini igieniche. Da brivido!
gg
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L' intera storia del mondo può scorrere tra le pareti della nostra casa. Qualsiasi oggetto che vi si trovi dentro ha la capacità d' immetterci in una vicenda densa, buffa, interessante, piena di sorprese e collegabile alle sorti dell' umanità. Succede persino con la cosa più anonima, quella di cui abbiamo dimenticato provenienza e funzione, perché così intrecciata al tessuto del nostro quotidiano da aver finito per sparirci dentro. Un mestolo, una spazzola, un lenzuolo, una forcina, il bidè, il ferro da stiro, l' interruttore della luce. O una tazza di tè: una lunga epopea si riflette in quel liquido dalla tinta ambrata.
gg
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L' intera storia del mondo può scorrere tra le pareti della nostra casa. Qualsiasi oggetto che vi si trovi dentro ha la capacità d' immetterci in una vicenda densa, buffa, interessante, piena di sorprese e collegabile alle sorti dell' umanità. Succede persino con la cosa più anonima, quella di cui abbiamo dimenticato provenienza e funzione, perché così intrecciata al tessuto del nostro quotidiano da aver finito per sparirci dentro. Un mestolo, una spazzola, un lenzuolo, una forcina, il bidè, il ferro da stiro, l' interruttore della luce. O una tazza di tè: una lunga epopea si riflette in quel liquido dalla tinta ambrata.
Risparmio energetico decisivo per il futuro
Un esempio di come la ricerca possa lavorare per l'efficienza ebnergetica è tutti i lunedi nell'inserto del sole 24 ore nova, che ha anceh un bel sito internet http://nova.ilsole24ore.com/nova24ora/
gg
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Fino all' ultimo, tra bugie e ricorsi, il governo tenta di impedire i referendum, in primis il nucleare.
Ragioniamo come se non dovessero venire nuovi intoppi, cercando, comunque, di spiegare che la posta in gioco resta in ogni caso decisiva per il futuro dell' economia italiana. E non soltanto se permanesse la furbata della moratoria per un anno ma per l' esigenza in ogni caso di mettere in piedi una politica energetica che l' attuale governo si è dimostrato incapace di gestire.
Quanto al nucleare, beati i tedeschi e gli svizzeri i cui governi hanno sottratto alla tanto bistrattata emotività dell' opinione pubblica l' onere della scelta, decidendo, senza bisogno di referendum, una marcia indietro su tutta la linea.
gg
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Fino all' ultimo, tra bugie e ricorsi, il governo tenta di impedire i referendum, in primis il nucleare.
Ragioniamo come se non dovessero venire nuovi intoppi, cercando, comunque, di spiegare che la posta in gioco resta in ogni caso decisiva per il futuro dell' economia italiana. E non soltanto se permanesse la furbata della moratoria per un anno ma per l' esigenza in ogni caso di mettere in piedi una politica energetica che l' attuale governo si è dimostrato incapace di gestire.
Quanto al nucleare, beati i tedeschi e gli svizzeri i cui governi hanno sottratto alla tanto bistrattata emotività dell' opinione pubblica l' onere della scelta, decidendo, senza bisogno di referendum, una marcia indietro su tutta la linea.
mercoledì 8 giugno 2011
martedì 7 giugno 2011
Brescia: mercoledi 8 giugno biciclettata referendum
vi ricordo che Legambiente organizza questo appuntamento referendario/ludico:
mercoledì 8 giugno: alle 18.00 ci si trova in Piazza Loggia a brescia con bici e bandiere per convergere alle 18.30 al Parco Tarello dove ci sarà volantinaggio e saranno invitati i presenti per un brindisi antinucleare, portate da bere e da mangiare per un pic-nic autogestito!lunedì 6 giugno 2011
Perchè questo governo teme la normalità
lettere a Corrado Augias, repubblica, domenica 5 giugno 2011
Caro Augias, è ormai evidente che la maggioranza di governo non si fida nemmeno dei suoi elettori e cerca fino all'ultimo e con ogni mezzo di cancellare i referendum, bell'esempio di come lui, loro, intendono "libertà" e "democrazia". Prima hanno separato le elezioni amministrative dai referendum, buttando 400 milioni di euro che potevano essere utilizzati in tanti modi utili, dai giovani al trasporto pubblico. Hanno voluto questo doppio appuntamento per rendere più difficile andare a votare. Poi hanno capito che neanche questo bastava e allora hanno escogitato i piccoli decreti "truffa" che non cancellano il problema del nucleare e della privatizzazione dell'acqua ma lo spostano di un anno o creano un "garante". Il popolo che si dice della libertà ha paura del voto del "popolo". Adesso si sono inventati il ricorso alla Consulta così i referendum falliscono e tra un anno ci riproporranno le centrali nucleari e la privatizzazione dell'acqua da dare a chi dicono loro. Se interpreto bene l'aria che tira credo che questi disperati stratagemmi saranno inutili e che domenica prossima vedremo un bel po' di gente ai seggi.
Aldo Tassare - aldoenuccia@libero.it
risponde Corrado Augias:
Non faccio previsioni per prudenza, per scaramanzia e anche perché non ho capito bene qualche sia la fase che stiamo attraversando. Sicuramente c'è un cambiamento ma mi sembrano ancora incerte le dimensioni e la profondità anche perché l'uomo possiede poderosi strumenti di pressione e di convincimento per nascondere ai meno informati la realtà delle cose. Vero però che il cosiddetto popolo della libertà ama il popolo soltanto quando si sente sicuro della sua obbedienza, altrimenti meglio che taccia. L'ingegner Roberto Castelli, diventato ministro Guardasigilli, in un impeto di populismo fece addirittura affiggere nelle aule di Giustizia la scritta "La sovranità appartiene al popolo" estratta dall'articolo 1 della Costituzione mutilato peraltro delle sue parole finali:
"che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Con dilettantesco entusiasmo Castelli voleva rendere evidente la sua fiducia nel popolo a costo di buttare via il molto precedente "La legge è uguale per tutti" per conquistare il quale erano stati necessari secoli di lotte. Ricordo questo grottesco precedente perché uno dei quesiti referendari di domenica e lunedì prossimi riguarda proprio quelle parole. Si tratta diabrogare, tra l'altro, la legge che concede a tutti i ministri, a cominciare dal primo, una sostanziale immunità per riaffermare proprio quel principio: la Legge è uguale per tutti. È questo il referendum che spaventa davvero perché se gli italiani rispondessero 'Sì' in numero sufficiente allora sarebbe davvero l'inizio della fine.
Caro Augias, è ormai evidente che la maggioranza di governo non si fida nemmeno dei suoi elettori e cerca fino all'ultimo e con ogni mezzo di cancellare i referendum, bell'esempio di come lui, loro, intendono "libertà" e "democrazia". Prima hanno separato le elezioni amministrative dai referendum, buttando 400 milioni di euro che potevano essere utilizzati in tanti modi utili, dai giovani al trasporto pubblico. Hanno voluto questo doppio appuntamento per rendere più difficile andare a votare. Poi hanno capito che neanche questo bastava e allora hanno escogitato i piccoli decreti "truffa" che non cancellano il problema del nucleare e della privatizzazione dell'acqua ma lo spostano di un anno o creano un "garante". Il popolo che si dice della libertà ha paura del voto del "popolo". Adesso si sono inventati il ricorso alla Consulta così i referendum falliscono e tra un anno ci riproporranno le centrali nucleari e la privatizzazione dell'acqua da dare a chi dicono loro. Se interpreto bene l'aria che tira credo che questi disperati stratagemmi saranno inutili e che domenica prossima vedremo un bel po' di gente ai seggi.
Aldo Tassare - aldoenuccia@libero.it
risponde Corrado Augias:
Non faccio previsioni per prudenza, per scaramanzia e anche perché non ho capito bene qualche sia la fase che stiamo attraversando. Sicuramente c'è un cambiamento ma mi sembrano ancora incerte le dimensioni e la profondità anche perché l'uomo possiede poderosi strumenti di pressione e di convincimento per nascondere ai meno informati la realtà delle cose. Vero però che il cosiddetto popolo della libertà ama il popolo soltanto quando si sente sicuro della sua obbedienza, altrimenti meglio che taccia. L'ingegner Roberto Castelli, diventato ministro Guardasigilli, in un impeto di populismo fece addirittura affiggere nelle aule di Giustizia la scritta "La sovranità appartiene al popolo" estratta dall'articolo 1 della Costituzione mutilato peraltro delle sue parole finali:
"che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Con dilettantesco entusiasmo Castelli voleva rendere evidente la sua fiducia nel popolo a costo di buttare via il molto precedente "La legge è uguale per tutti" per conquistare il quale erano stati necessari secoli di lotte. Ricordo questo grottesco precedente perché uno dei quesiti referendari di domenica e lunedì prossimi riguarda proprio quelle parole. Si tratta diabrogare, tra l'altro, la legge che concede a tutti i ministri, a cominciare dal primo, una sostanziale immunità per riaffermare proprio quel principio: la Legge è uguale per tutti. È questo il referendum che spaventa davvero perché se gli italiani rispondessero 'Sì' in numero sufficiente allora sarebbe davvero l'inizio della fine.
Soffia il vento del popolo sovrano
di EUGENIO SCALFARI
Venticinquemila persone hanno formato una lunghissima fila a Milano per poter stringere la mano al neo sindaco Giuliano Pisapia nel giorno del suo insediamento a Palazzo Marino. Un fatto simile non era mai accaduto né a Milano né altrove anche perché una fila lunga chilometri non somiglia ad una piazza affollata e urlante di passione e di insiemità. La fila invece è silenziosa e ciascuno sta con se stesso e con i propri pensieri tra i quali domina la decisione di testimoniare che un cambiamento è avvenuto e che il testimone l'ha vissuto con civica partecipazione.
Venticinquemila persone hanno formato una lunghissima fila a Milano per poter stringere la mano al neo sindaco Giuliano Pisapia nel giorno del suo insediamento a Palazzo Marino. Un fatto simile non era mai accaduto né a Milano né altrove anche perché una fila lunga chilometri non somiglia ad una piazza affollata e urlante di passione e di insiemità. La fila invece è silenziosa e ciascuno sta con se stesso e con i propri pensieri tra i quali domina la decisione di testimoniare che un cambiamento è avvenuto e che il testimone l'ha vissuto con civica partecipazione.
Filosofi lungo l'Oglio - la felicità
Filosofi lungo l'Oglio Sesta edizione - felicità
Dopo le Stagioni della vita, Geografia delle passioni, Vizi e virtù, Destino, Corpo, è Felicità il tema attorno al quale ruoterà la sesta edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio, che si terrà dal 6 giugno al 22 luglio 2011. Una kermesse flosofca che, fedele al proprio spirito itinerante – nomade come il pensiero stesso – si snoderà tra piazze, castelli, sinagoghe, cascine, corti riportando nell’agorà – spazio pubblico per eccellenza – il pensatore, o meglio, il Maestro.
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha voluto confermare questa Sua prestigiosa benemerenza, il Festival passa da nove a dodici incontri, suggellando l’esigenza quasi tangibile di una insistente richiesta di senso, tanto più in un periodo storico segnato dalla complessità e dall’insecuritas quale è quello in cui viviamo.
Accanto ai Comuni e alle Fondazioni già teatro della precedente edizione: Brescia,Orzinuovi, Orzivecchi, Pompiano, Villachiara, Chiari (Fondazione Morcelli Repossi, Castello di Padernello (Fondazione Nimphe), Soncino, Ostiano spicca l’ingresso dei Comuni di Brandico, Dello, Castrezzato.
Dodici incontri (tutti ad ingresso libero), dunque, che seguendo idealmente il percorso del fume Oglio, supremo Vegliardo di questi luoghi, si distribuiscono tra le Province di Brescia e Cremona che unitamente al Parco dell’Oglio Nord e al Parco dell’Oglio Sud nonché al MIBAC e all’Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia hanno confermato il loro Patrocinio alla kermesse.
Dopo le Stagioni della vita, Geografia delle passioni, Vizi e virtù, Destino, Corpo, è Felicità il tema attorno al quale ruoterà la sesta edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio, che si terrà dal 6 giugno al 22 luglio 2011. Una kermesse flosofca che, fedele al proprio spirito itinerante – nomade come il pensiero stesso – si snoderà tra piazze, castelli, sinagoghe, cascine, corti riportando nell’agorà – spazio pubblico per eccellenza – il pensatore, o meglio, il Maestro.
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha voluto confermare questa Sua prestigiosa benemerenza, il Festival passa da nove a dodici incontri, suggellando l’esigenza quasi tangibile di una insistente richiesta di senso, tanto più in un periodo storico segnato dalla complessità e dall’insecuritas quale è quello in cui viviamo.
Accanto ai Comuni e alle Fondazioni già teatro della precedente edizione: Brescia,Orzinuovi, Orzivecchi, Pompiano, Villachiara, Chiari (Fondazione Morcelli Repossi, Castello di Padernello (Fondazione Nimphe), Soncino, Ostiano spicca l’ingresso dei Comuni di Brandico, Dello, Castrezzato.
Dodici incontri (tutti ad ingresso libero), dunque, che seguendo idealmente il percorso del fume Oglio, supremo Vegliardo di questi luoghi, si distribuiscono tra le Province di Brescia e Cremona che unitamente al Parco dell’Oglio Nord e al Parco dell’Oglio Sud nonché al MIBAC e all’Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia hanno confermato il loro Patrocinio alla kermesse.
domenica 5 giugno 2011
Il grande inquisitore
Le anime belle e pure, i perfezionisti della morale, gli aristocratici dell'etica, stiano in guardia un antico pamphlet si aggira nuovamente per l'Italia: La leggenda del grande inquisitore. A osservare cosa è accaduto di recente in questo Paese si dovrebbe concludere che Feodor Dostoevskij, arruolato di imperio a destra, è il nuovo nemico dell'algida sinistra italiana.
E pensare che il debito di riconoscenza che il Novecento ha pagato nei riguardi dello scrittore russo, è stato incassato con ben altre intenzioni: rimarcando i temi più forti quali la malattia e l'angoscia, il potere e la libertà, la fede e l'ateismo, il crimine e la colpa. E invece l'apologo che Dostevskij scrisse, come uno dei capitoli centrali dei Fratelli Karamazov, è diventato un manuale di pronto impiego ideologico. Ma qual è la storia della vicenda - narrata da Ivan Karamazov al fratello Aliosha - e ambientata nella Spagna secentesca?
E pensare che il debito di riconoscenza che il Novecento ha pagato nei riguardi dello scrittore russo, è stato incassato con ben altre intenzioni: rimarcando i temi più forti quali la malattia e l'angoscia, il potere e la libertà, la fede e l'ateismo, il crimine e la colpa. E invece l'apologo che Dostevskij scrisse, come uno dei capitoli centrali dei Fratelli Karamazov, è diventato un manuale di pronto impiego ideologico. Ma qual è la storia della vicenda - narrata da Ivan Karamazov al fratello Aliosha - e ambientata nella Spagna secentesca?
venerdì 3 giugno 2011
La felicità è democratica
La felicità è democratica
di Ezio Mauro, Gustavo Zagrebelsky • Repubblica 24-Mag-11
Realizzare i nostri sogni nella disciplina delle libertà.
Regole, lavoro, immigrazione, populismo: un dialogo su un modello politico, sulle sue forzature e sulle sue virtù nel saggio di Ezio Mauro e Gustavo Zagrebelsky. Anticipiamo un estratto da La felicità della democrazia (Laterza)
Ezio Mauro. (…) Sei stupito se ti dico che la democrazia deve rispondere addirittura alla grande questione della felicità?
Gustavo Zagrebelsky. Vuoi introdurre questo tema? Ti avverto subito ch´io, in materia, mi sento alquanto leopardiano. In ogni caso, «se uno sia felice o infelice individualmente, nessuno è giudice se non la persona stessa, e il giudizio di questa non può fallare». Comunque sia, procediamo pure e chiediamoci che cosa la democrazia abbia a che fare con la felicità.
di Ezio Mauro, Gustavo Zagrebelsky • Repubblica 24-Mag-11
Realizzare i nostri sogni nella disciplina delle libertà.
Regole, lavoro, immigrazione, populismo: un dialogo su un modello politico, sulle sue forzature e sulle sue virtù nel saggio di Ezio Mauro e Gustavo Zagrebelsky. Anticipiamo un estratto da La felicità della democrazia (Laterza)
Ezio Mauro. (…) Sei stupito se ti dico che la democrazia deve rispondere addirittura alla grande questione della felicità?
Gustavo Zagrebelsky. Vuoi introdurre questo tema? Ti avverto subito ch´io, in materia, mi sento alquanto leopardiano. In ogni caso, «se uno sia felice o infelice individualmente, nessuno è giudice se non la persona stessa, e il giudizio di questa non può fallare». Comunque sia, procediamo pure e chiediamoci che cosa la democrazia abbia a che fare con la felicità.
le cento felicità di chi non aveva mai vinto
Mi è piaciuto molto questo articolo.Il diritto alla felicità è nella costituzione americana. Vediamo di non buttarlo via anche stavolta
g
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Da Bella ciao al lavoro secondo Levi le cento felicità di chi non aveva mai vinto
giovedì 2 giugno 2011
mercoledì 1 giugno 2011
automi barocchi
Sono quelle cose che non sai se si tratta di un genio o di uno fuori di testa....
http://www.automibarocchi.com/
http://www.automibarocchi.com/
Il potere della scuola
Bastano 3 anni di istruzione in più per innescare un balzo qualitativo nella condizione femminile
La Cina che scende da 1,3 miliardi a 940 milioni di abitanti, la Nigeria che balza a 740 milioni: sono alcune delle cifre da capogiro contenute nelle nuove proiezioni dell'Onu sulla popolazione mondiale alla fine del secolo. Gli stessi esperti demografici delle Nazioni Unite invitano alla cautela nel maneggiare quelle cifre, perché nell'arco degli 89 anni che ci separano dal 2100 possono intervenire dei cambiamenti significativi. Quelle proiezioni però servono a "visualizzare" le conseguenze dell'esplosione demografica in quelle aree del mondo che non riescono a governare la natalità. È in Africa e soprattutto nell'area subsahariana che si concentrerà il massimo incremento della popolazione, se proseguono le tendenze attuali; mentre l'Asia avrà un andamento molto più moderato (e perfino una denatalità consistente, quella cinese). Quello che m'interessa di più è isolare il fattore veramente decisivo, che fa la differenza tra i popoli che riescono a decidere la procreazione che desiderano e quelli che la subiscono come una "fatalità".
La Cina che scende da 1,3 miliardi a 940 milioni di abitanti, la Nigeria che balza a 740 milioni: sono alcune delle cifre da capogiro contenute nelle nuove proiezioni dell'Onu sulla popolazione mondiale alla fine del secolo. Gli stessi esperti demografici delle Nazioni Unite invitano alla cautela nel maneggiare quelle cifre, perché nell'arco degli 89 anni che ci separano dal 2100 possono intervenire dei cambiamenti significativi. Quelle proiezioni però servono a "visualizzare" le conseguenze dell'esplosione demografica in quelle aree del mondo che non riescono a governare la natalità. È in Africa e soprattutto nell'area subsahariana che si concentrerà il massimo incremento della popolazione, se proseguono le tendenze attuali; mentre l'Asia avrà un andamento molto più moderato (e perfino una denatalità consistente, quella cinese). Quello che m'interessa di più è isolare il fattore veramente decisivo, che fa la differenza tra i popoli che riescono a decidere la procreazione che desiderano e quelli che la subiscono come una "fatalità".
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